Carotine semplici

Alla cena dell’ultimo molti hanno apprezzato delle carotine semplici semplici da cui certo non mi aspettavo che avrebbero avuto un tal successo. C’è addirittura chi ha chiesto quale fosse l’ingrediente segreto che le rendeva così piacevoli. Gli ingredienti sono: carote, olio e sale. Null’altro.

Dividete le carote in 3-4 pezzi perpendicolarmente al loro asse. Poi affettate i pezzi per il lungo, prima in due metà e poi ancora con tagli successivi in rapporto allo spessore del pezzo (vedi figura) in modo da ottenere dei bastoncini cuneiformi più o meno della stessa massa.

carotine

Mettete in una terrina ed infornate nel microonde alla massima potenza (700-750 W). A seconda della quantità di carote ci vorranno dai 10 ai 20 minuti di cottura per avere delle carotine ben cotte, morbide ma sode. Ogni 5 minuti mescolate perché le carote possano cuocersi uniformemente ed a metà cottura salate e irrorate d’olio.

Et voilà!

Finferle in scatola di pane

Siamo stati al mercato di Prato della Valle e ci siamo fatti tentare dai banchetti di frutta e verdura. Oltre a un sacchettino di giuggiole giganti abbiamo comprato delle finferle della Val Pusteria molto profumate e delle patate novelle. Così mi sono pensato ‘sta ricetta. Niente di speciale, ma sfiziosa, buona per un antipasto o un primo leggero.

Ingredienti per la pasta (4 persone)

  • g 100 di farina di grano tenero 0
  • g 100 di semola di grano duro
  • 1/2 cubetto di lievito di birra
  • sale

Ingredienti per il ripieno

  • g 200 di finferle (o un misto di funghi saporiti)
  • g 300 patate novelle a fettine sottili
  • 2 zucchine a fettine sottili
  • formaggio Asiago a pezzettoni
  • aglio
  • prezzemolo
  • origano
  • olio di oliva
  • sale
  • pepe
  • salsa di soia o bianco d’uovo (facoltativo)

Tempo di preparazione: 1 ora.

Saltate i funghi in padella con un paio di spicchi d’aglio schiacciati e olio d’oliva. Salate e pepate. Teneteli indietro di cottura e verso la fine aggiungete delle foglie di prezzemolo.

Nel frattempo preparate la pasta (è una banale pasta per pizza) e lasciatela riposare per almeno 30 minuti in modo che possa lievitare.

Affettate finemente le patate novelle, buccia compresa, conditele con olio e sale e infornatele nel microonde per 10-15 minuti e comunque il tempo necessario perché siano cotte, ma ancora consistenti.

Affettate allo stesso modo le zucchine e, dopo averle salate e bagnate con poco olio di oliva, passatele al microonde per 5 minuti o poco più.

Ora stendete la pasta dello spessore di 3-4 mm. Con la rotella a zig-zag o con un coltello non affilato ricavatene dei quadrati di 10 cm per lato. Pizzicando gli angoli dei quadrati cercate di modellare delle scatole con bordo alto un paio di cm.

Disponete le scatole sul vassoio da infornare (forno tradizionale) e tappezzatene l’interno con le fettine di patata. Poi disponete un po’ di fettine di zucchina lungo un lato e riempite lo spazio rimanente con i funghi.

Infilate tra i funghi un pezzettone di formaggio Asiago per ogni scatola.

Mettete in forno già caldo per una mezz’ora o comunque finché le scatole saranno diventate croccanti. A metà cottura potete ungere i bordi delle scatole con salsa di soia o bianco d’uovo per colorarle un po’.

Tolte dal forno spolverate con poco origano secco ed una goccia d’olio.

Pollo scientifico

Prendete un paio di petti di pollo e sfilettateli. La qualità del pollo è importante, soprattutto quando si parla del petto, sappiamo tutti come vengono allevati i polli. Andando ad Asiago ho visto un camion stipato di gabbiette in ognuna delle quali c’era un pollo che non aveva possibilità di muoversi tanto stretto era il loculo; un camion scoperto, in autostrada. In autostrada, polli allo scoperto – non so come le penne restassero attaccate al corpo. Era il loro unico momento di libera uscita.
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Sono andato alla Coop. Hanno aperto una Coop a Padova e già questa è una novità, per sessant’anni in Veneto non ci sono state le Coop perché – regione bianca – si è preferito, da parte delle amministrazioni locali, favorire la concorrenza (Alì in particolare, mi dicono). È piccola la Coop di Padova (in via Zabarella, dove io passo tutti i giorni) ci si scontra nelle corsie con gli altri clienti e coi commessi indaffarati, ma è ben fornita. Ci sono un sacco di prodotti biologici o equo-solidali, c’è anche la semola di grano duro con cui ho già fatto un paio di paste. Qui c’era solo la pubblicità della Coop. Ha un bell’aspetto, un’immagine molto curata, un’identità di marchio coerente e presente, depliant che illustrano le caratteristiche superiori dei loro prodotti. Sembra quasi un negozietto del Nordeuropa. A volte dall’alto una voce di donna ti informa che la Coop ha sempre pensato alla qualità dei prodotti e alla tua salute senza farti spendere di più. Secondo le associazioni dei consumatori pare che la qualità della merce Coop sia effettivamente superiore a quella degli altri supermercati. E c’è la stanzetta per i soci dove iscriversi e scambiare denaro.

Lì ho comprato limoni biologici, semola di grano duro biologica, olive nere e il famoso petto di pollo. Già perché di carne biologica in effetti non c’è quasi nulla, così ho preso petti di pollo. Costano un’esagerazione. Sempre meno del filetto di vitello però e li puoi mangiare senza rimorsi ed incubi notturni. Ci sono molti filmati in Internet su come vengono allevati i polli in batteria, purtroppo ora non riesco a trovare quello che mi sarebbe piaciuto mostrarvi; amen, sarà per un’altra volta.

Per 4 persone.
Tagliate un g 300 di carne a cubetti di 1 cm.
Parentesi: non è vero che dovete tagliare la carne a cubetti di 1 cm, un cuoco non è un geometra ed anche la cucina cambia ed evolve. Siamo abituati a queste ricette che ci dicono come dobbiamo perseguire l’obiettivo di geometrizzare la natura che utilizziamo, ma non è più così. O meglio, di alcune cose ancora ci piace che abbiano l’aspetto di figure solide elementari, che si vedano la pazienza e la perizia del cuoco nel lavorare la materia prima, per altre oggi preferiamo forme casuali, biomorfe, astratte, frattali, random, naturali. La pizza perfettamente rotonda è sinonimo di industria, lo spessore uniforme sa di macchina, e industria macchina non sono più buon gusto in cucina.

Mettetela in una terrina di vetro – sì, perché andrà nel microonde, mi spiace per chi non lo possiede. Unitevi 1 pomodoro maturo, privato del liquido, tagliato a pezzi non troppo piccoli, 1/4 di cipolla grossolanamente spezzettata, 1 bustina di zafferano, il succo di mezzo piccolo limone, le zeste dello stesso mezzo limone (biologico, mi raccomando! i limoni, come gli altri agrumi, se non sono biologici, hanno sulla scorza veleni micidiali), olio di oliva, salsa di soia quanto basta a salare. Se non avete salsa di soia immagino possiate metterci un po’ di sale ed un’acciuga di quelle buone (Delicious è una buona marca da supermercato, ovviamente – e non a caso – costa più delle altre). L’importante è che il pollo sia quasi lesso e rilasci il suo brodino, che il pomodoro colori un po’ di rosso il tutto e che la cipolla sia morbida. Lo scopo è ottenere una terrina di pollo morbido immerso in abbondante sugo colorato pregno di umami.

Terrina scoperta, infornate nel microonde al massimo della potenza. Nel mio caso dopo 10-12 minuti il piatto era pronto, ma non conosco il vostro microonde.

Sfornate e lasciate intiepidire per un quarto d’ora. Aggiungete abbondante basilico tagliuzzato. Se avete del basilico a foglia piccola meglio, è più bello, più delicato e non occorre tagliarlo, sennò va bene lo stesso.

Servite accompagnando con qualcosa. Già con cosa? Forse con delle patate novelle, affettate con la buccia fini fini e passate al forno, come quelle che Sara ha preparato ieri. Oppure con una polentina molle arricchita con poco formaggio Asiago.

La foto non c’è, ma vi descrivo il risultato.
Quei pezzetti di carne si sono ristretti e sono di un giallo canarino, sguazzano in una salsa – né densa né liquida – color rosso vermiglio imperlata di minime sferule di olio dorato. Il vezzoso magma in ebollizione di un vulcano! A far da contrappunto e ad esaltare i toni caldi del pomodoro e dello zafferano, occhieggiano qua e là piccole punte di fresco verde basilico.
Al palato l’intruglio si dimostra grato. Tutti i sapori collaborano. Il tatto non sente una pappa amorfa, ma una sostanza discretamente composta in vellutate istanze di materia.

Pollo scientifico perché? Non certo perché sia gastronomia molecolare o robe simili. È che oggi Lorenzo doveva fare i compiti per casa: preparare un impasto di farina 00 e lievito, pesare, lasciar riposare un tot, ripesare. Un esperimento scientifico. Immagino per poter verificare l’aumento di volume senza aumento di peso; con la pasta poi Sara ha fatto una pizza ed una focaccia alla cipolla. Ottime.

Ma io, che ero andato alla Coop a fare la spesa ed ero tornato a casa con la voglia di cucinare il mio pollo biologico ho voluto comunque fare il mio esperimento scientifico.
Tutti gli esperimenti, riusciti!


Aggiornamento.
Il giorno dopo col pollo avanzato ho preparato un ragù per la pasta. Ecco la foto.

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Scorze di grana al forno (microonde)

Balorsa dice che qui nessuno scrive da un pezzo ed allora prima di partire per Asiago ecco una microricetta.

Quando eravamo piccoli capitava di quando in quando che la nonna servisse in tavola prima di pranzo una delizia: le scorze di grana abbrustolite al forno. Solo i primi ad arrivare avevano la fortuna di gustarle perché poche erano e subito finivano. In più scottavano orribilmente, ma a quell’ora la fame era tanta e così bisognava scendere a compromessi ed ustionarsi un po’ il palato, anche perché se si aspettava troppo i morbidi e croccanti bocconcini si rapprendevano in pezzi gommosi e coriacei.

La mia ricetta modernizzata prevede di mettere le scorze 1 minuto nel microonde. 1 minuto di solito è sufficiente a meno che non abbiate un chilo di scorze…
Ciò che ne esce non ha il colore dorato e le grandi bolle di quelle della nonna, ma in compenso, se avete la pazienza di aspettare un paio di minuti che si freddino un po’, restano friabili e appetitose anche da fredde. Potete anche spezzettarle in una zuppa o sopra un’insalata. Non si afflosciano, restano croccanti sotto i denti.

Una variante prevede l’uso del grana interno, non della scorza, buono anche questo. Se ne potrebbero fare delle cialde sottili da usare come decorazione sugli spinaci o come antipastino da aperitivo.

Mi raccomando, usate grana non parmigiano perché le mucche del Consorzio del Parmigiano Reggiano mangiano soia Ogm (vedi Greenpeace).

Seguiranno foto.

Piccola aggiunta all’articolo

Presumo che questa piccola aggiunta non è più di mio padre ma mia, cioè di Lorenzo, e la faccio perché avevo anch’io intenzione di pubblicare un articolo su questo argomento.

Dunque, visto che io non avevo mai avuto l’occasione di assaggiare queste croste di grana al forno mi sono stupito sul serio quando ho assaggiato, per la prima volta, delle croste di grana al forno a microonde.
È incredibile quanto quell’aggeggio infernale detto forno a microonde possa rendere deliziosa una dura e fredda crosta di grana. Infatti il gusto della crosta non diminuisce affatto, anzi, viene messo addirittura in risalto, e quello che esce da quello scatolotto non è la solita crosta gommosa e dura: la crosta diventa un mix di croccantezza e sapore di grana. E il bello è che funziona anche con comuni pezzetti di grana: si sciolgono un po’, ma basta aspettare dieci minuti ed il gioco è fatto: diventano croccanti e saporiti, forse più della crosta (anche se, per quanto buoni, le croste sono le mie preferite)! Il bello di questi cibi è che si possono usare in varie circostanze, antipasti, snack, crostini… chi più ne ha più ne metta allora!
E comunque una spiegazione pratica vale più di mille parole: cosa aspettate, se avete un forno a microonde caricatelo per un minuto, infilateci dentro un paio di croste di grana ed il gioco è fatto! Dunque aspettate un minuto abbondante e assaggiate!
E comunque, per farla breve, il grana al microonde è molto buono.

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Ecco qui le scorze. Magari non sono bellissime, ma provate a mangiarle!