Torta di ricotta e zucchine e cozze

Nessuna idea su cosa cucinare oggi per pranzo. Vado a fare la spesa e mi fermo dal pescivendolo per qualcosa di mare. Ci sono delle belle cozze a 3,00 euro al chilo, bene. Poi da Christian, la bottega che tiene formaggi deliziosi e rari di tutte le parti d’Italia – e di Francia, in certi giorni – dove trovo una ricottina di mucca bella fresca.

In frigo del lievito di birra va verso la data di scadenza.

Posso mettere assieme cozze, ricotta e lievito? Un rapida ricerca su Google ed ecco questa torta di cozze e zucchine che sembra un’aiuola di tulipani.

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Se non fosse che dovevo usare il lievito, invece che una crosta di pane avrei fatto una pasta brisé come diceva la ricetta di Megghy.com.

Ingredienti per la pasta (4 persone):

  • 200 g di farina
  • lievito di birra
  • 100 g di spinaci surgelati
  • sale

Ingredienti per il ripieno

  • 500 g di cozze
  • 200 g di ricotta
  • 2 uova
  • 3 zucchine
  • 2 spicchi d’aglio
  • 3 cucchiai d’olio d’oliva
  • 2 cucchiai di prezzemolo tritato
  • sale e pepe

Tritate finemente gli spinaci ed amalgamateli alla farina bagnata con l’acqua in cui avete fatto sciogliere il lievito. Impastate bene  e poi lasciate riposare la palla ottenuta per 30 minuti.

Tagliate le zucchine a striscioline e saltatele in padella con un po’ d’olio ed uno spicchio d’aglio schiacciato finché si saranno appena ammorbidite. Salate , pepate, spruzzate di prezzemolo tritato e mettetele da parte.

Fate aprire le cozze in padella coperta con un filo d’olio ed uno spicchio d’aglio a fiamma vivace. Levate dal fuoco e sgusciate le cozze. Mettete da parte il brodo di cottura.

In una terrina lavorate la ricotta ed aggiungetevi poi le due uova ed un po’ del brodo di cottura delle cozze. Amalgamate bene, poi aggiungete le zucchine (risparmiate qualche strisciolina per la guarnizione).

Stendete la pasta allo spessore di 4-5 mm. Imburrate ed infarinate una teglia da forno e rivestitene l’interno con la sfoglia preparata. Versatevi dentro il ripieno di ricotta e zucchine e infornate finché il tutto si sarà ben addensato (ci vorranno circa 30 minuti).

Guarnite con striscioline di zucchina e cozze e rimettete in forno per una diecina di minuti.

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La creatura

Dovete sapere che Grillone mi ha regalato un po’ della sua pasta madre, detta anche pasta acida e – dopo un primo tentativo miseramente fallito – ecco che sono riuscita a produrre la mia prima pagnotta. Ne sono particolarmente orgogliosa ed ecco, ve la presento.

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D’accordo, la tecnica va perfezionata, la lievitazione non è ancora perfetta, ma la forma è soddisfacente, il gusto è buono e il pane si conserva anche una volta tagliato senza diventare subito di pietra. Immagino che i lettori di questo blog siano tutti (quasi tutti) stati debitamente informati da Grillone riguardo alla pasta madre… io non sono per il momento in grado di spiegarvi di che cosa esattamente si tratti, che cosa si possa concretamente realizzare e come non farla soffrire o perire questa benedetta madre, ma spero di diventare presto un po’ più esperta. Per il momento procedo per tentativi cercando di prendere confidenza con questo metodo naturale di lievitazione. A questo proposito ho trovato un sito molto interessante, con tanto di pronto soccorso pasta madre 24 ore su 24. Spero con il tempo di capirci un po’ di più.

Piccioni al forno con polenta arrostita

appena usciti, accanto alla polenta
appena usciti, accanto alla polenta

Ingredienti per quattro persone

  • due piccioni

  • polenta avanzata del giorno prima

  • uno spicchio d’aglio

  • olio di oliva

  • una spruzzata di vino bianco

  • rosmarino e salvia

  • sale e pepe

Tempo di cottura: un’ora e un quarto circa

Togliere dai piccioni eventuali residui di piume. Eliminare le punte delle ali e le zampe fino all’attaccatura delle cosce. Dimezzarli con una mannaia o un coltello robusto. Disporre in un vassoio metallico piuttosto stretto. Distribuire l’aglio in fettine, aggiungere le erbe aromatiche spezzettate, salare, pepare, aggiungere un po’ d’olio e bagnare con il vino bianco. Ungere perfettamente le mezzene con un pennello da cucina e infornare a 180°C. Durante la cottura pennellare con il liquido che si forma sul fondo per evitare che la carne e la pelle si secchino. Proseguire fino all’imbrunimento della pelle. Arrostire nel frattempo la polenta dopo averla tagliata a fette. Disponetela sulla piastra rovente della stufa economica e girate le fette una sola volta. Servire i piccioni con la polenta ed un po’ del loro liquido di cottura. Quest’ultimo, se troppo abbondante, alla fine può essere ristretto, sempre sopra la piastra della stufa.

E’ un piatto molto buono, per il sapore un po’ da uccello selvatico dei piccioni e per l’olio di cottura delizioso, da raccogliere interamente con la polenta. Un tempo l’abitudine di allevare piccioni da carne era piuttosto diffusa in campagna. Io da bambino tenevo alcune coppie di piccioni da carne. Avevo ottenuto il permesso speciale dai miei genitori per farlo. Li tenevo in casette di tavole con la porta ad arco, molto carine, che mi costruivo da solo. I piccioni volando o comunque agitandosi molto, sprecano energie, mangiano tantissimo in proporzione alla loro produzione di proteine. Rispetto ad un pollo, per fare un esempio. Bisogna tenere in considerazione però che spesso si alimentano distante dal luogo dove vengono allevati, magari sul campo del vicino e quindi gratis!

Troverete ricette un po’ più complesse di questa in:

“Cucina Padovana” curato da Piero de Franceschi ed. Terra Ferma Vicenza 2008

“A tola co i nostri veci” La cucina veneziana. Mariù Salvatori de Zuliani FrancoAngeli Milano 1998

Il secondo testo, quello della Salvatori, contiene interessanti e curiose precisazioni. Si raccomanda ad esempio di ricorrere a colombi foresti, ovvero di non mangiarsi quelli di piazza San Marco. Le città sembrano avere una sorta di atavico rispetto per questi volatili. Lo dimostra anche una superstizione popolare diffusa, secondo la quale cibarsene porta una <<malignasa scalogna>>.

Nel resto della terraferma le cose cambiano decisamente e si trovano ovunque ricette di prelibatezze a base di piccione: Toresani de Braganse, sopa coada ecc. Il termine “toresano” deriva dal luogo dove venivano allevati e catturati prima dell’involo i giovani esemplari: la torre, edificio rurale abbastanza diffuso nella tradizione veneta di pianura. Coada da “covata”: cottura eseguita mediante sobbollimento lento, fino ad esaurimento quasi totale del liquido di cottura.

Sempre in tema di precisazioni, per non fare confusione, andrebbero distinti i piccioni da allevamento, di cui esistono diverse razze selezionate, da quelli selvatici, i colombacci, uccelli che non amano avvicinarsi alle case e che ci piace pensare liberi, distanti dai nostri forni caldi e dalle doppiette dei cacciatori.

Infine un detto, tratto sempre da “A tola co i nostri veci”: <<mese de agosto colombo, rosto!>>

Biscottini natalizi

Vi rivelerò ora la ricetta dei miei biscottini di Natale. Li preparo da molto tempo e sono sempre stati molto apprezzati. Ho lasciato credere che si trattasse di una tipica ricetta tedesca… in realtà l’ho presa dal mitico I dolci si fanno così e si chiamano Stelline portafortuna.

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Ecco gli ingredienti.

Pasta:

  • 250 g farina bianca
  • 9 g lievito
  • 60 g zucchero al velo
  • 1 bustina di zucchero vanillinato
  • 1 presa di sale
  • aroma di limone (io ci metto del succo di limone)
  • 1 tuorlo d’uovo
  • 3 cucchiai da tavola di latte

Glassa:

  • 125 g zucchero al velo
  • chiara d’uovo
  • 1 cucchiaino di succo di limone
  • 1 cucchiaio d’acqua bollente

Mescolare farina e lievito e setacciarli sul piano di lavoro. Praticare una buca nel mezzo e mettervi zucchero al velo e vanillinato, sale, aroma, tuorlo e latte. Formare un impasto denso con una parte della farina e quindi aggiungere il burro freddo a pezzettini ed impastare rapidamente fino ad ottenere una pasta liscia. Stendere la pasta e con gli stampini ritagliare le figure desiderate. Se l’impasto risultasse attaccaticcio, metterlo in frigo per qualche tempo.

Cuocere in forno per 5-10 minuti.

Preparare la glassa con gli ingredienti indicati (si deve ottenere una massa liscia, densa e colante) e spalmarla sui biscottini raffreddati.

Buon appetito e buon Natale.

Crash Hot Potatoes

Semplice, semplice, direi elementare, eppure saporita ricetta per un contorno di patate rubata a The Pioneer Woman.

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Lessate delle piccole patate intere e con la buccia in acqua salata. Quando saranno morbide trasferitele sulla teglia da forno sopra un foglio di carta da forno ed appiattitele con uno schiacciapatate a serpentina o con un forchettone lasciandole separate una dall’altra. Spolverate con abbondante pepe, un po’ di rosmarino tritato, del timo secco e cristalli di sale grosso. Un filo d’olio e via in forno già caldo per 25-30′.

In superficie devono presentare parti croccanti e ben abbrustolite.

Sul sito di The Pioneer Woman è documentato tutto il procedimento.

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Barchette mare e monti

Ci sono occasioni in cui si desidera tornare a sapori semplici, come dire “puri”, liberati dal complesso di aromi, grassi, cotture prolungate che molte volte utilizziamo solo nel tentativo di nobilitare ingredienti e ricette in sé poco significativi. A me capita soprattutto dopo aver fallito miseramente una ricetta in cui ho buttato dentro di tutto alla ricerca di un sapore deciso ottenendone solo un risultato grasso ed amorfo. Così oggi, per espiare, mi sono pensato queste barchette.

Ingredienti per la pasta (4 persone):

  • 300 g di semola di grano duro
  • 1/2 cubetto di lievito di birra, sciolto in acqua appena appena zuccherata
  • un pizzico di sale
  • un cucchiaino di curcuma (facoltativo)

Per il ripieno:

  • 1/2 kg di cozze con la conchiglia
  • una manciata di code di gambero
  • 3-4 porcini freschi di piccole dimensioni (o, in alternativa, funghi di altro tipo)
  • un nonnulla di prezzemolo tritato fine
  • olio, sale e pepe

Pulite i porcini ed affettateli finemente. Passateli in forno a microonde, alla massima potenza, per 2-3′. Conservate l’acqua che rilasciano perché potete usarla per la pasta.

Fate la solita palla di pasta da pizza/pane con la semola di grano duro, il lievito sciolto nell’acqua tiepida zuccherata, l’acqua dei funghi, un pizzico di sale e, se volete, l’aggiunta di un po’ di curcuma (o zafferano) per dare colore. Lasciate lievitare per almeno 30′.

Spazzolate le cozze e mettetele ad aprire in una padella su fiamma vivace. Quando si saranno aperte tutte spegnete il fuoco e lasciate raffreddare un po’, poi sgusciatele e riponetele senza il liquido di cottura. Eventualmente conservate qualche conchiglia per guarnire la portata.

Sgusciate le code di gambero (dovete togliere le zampette e poi, schiacciando un po’ l’estremità verso la punta della coda, fare uscire la polpa carnosa dalla corazza) e fatele saltare in padella finché avranno preso un bel colore rosa-arancio con pochissimo olio extra vergine.

Accendete il forno per scaldarlo.

Passato il tempo necessario stendete la pasta ad uno spessore di circa 3 mm e con l’aiuto della rotella ricavatene dei rettangolini di 5×10 cm. Schiacciando i lati corti tra pollice e indice date ai rettangoli la forma di una barchetta (o meglio di una canoa) facendo attenzione ad incollare bene gli angoli tra loro. Le pareti laterali non restano verticali come si vorrebbe ed allora è necessario manipolarle un po’ creando un angolo tra base e parete lungo i due lati delle barchette. In realtà è più difficile a spiegarsi che a farsi.

Stendete un foglio di carta da forno sulla teglia e infornate 5-10′ per far prendere un po’ di consistenza alla pasta. Ritirate dal forno e farcite le barchette: sul fondo i porcini, sopra 2-3 cozze per barchetta ed una coda di gambero a finire. Una goccia d’olio in ogni barchetta è facoltativa.

Infornate per 20-30′ o comunque finché la pasta non è divenuta croccante. Guarnite con pochissimo prezzemolo tritato e, se piace, una spolverata di pepe.

Come vedete, niente grassi (o quasi), niente spezie (o quasi), niente aromi (salvo il prezzemolo in quantità omeopatiche) né aglio, cipolla, scalogno. Se avete dosato bene il sale avrete un antipasto, o un primo, saporito e delicato, se questa non è una contraddizione di termini.

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Finferle in scatola di pane

Siamo stati al mercato di Prato della Valle e ci siamo fatti tentare dai banchetti di frutta e verdura. Oltre a un sacchettino di giuggiole giganti abbiamo comprato delle finferle della Val Pusteria molto profumate e delle patate novelle. Così mi sono pensato ‘sta ricetta. Niente di speciale, ma sfiziosa, buona per un antipasto o un primo leggero.

Ingredienti per la pasta (4 persone)

  • g 100 di farina di grano tenero 0
  • g 100 di semola di grano duro
  • 1/2 cubetto di lievito di birra
  • sale

Ingredienti per il ripieno

  • g 200 di finferle (o un misto di funghi saporiti)
  • g 300 patate novelle a fettine sottili
  • 2 zucchine a fettine sottili
  • formaggio Asiago a pezzettoni
  • aglio
  • prezzemolo
  • origano
  • olio di oliva
  • sale
  • pepe
  • salsa di soia o bianco d’uovo (facoltativo)

Tempo di preparazione: 1 ora.

Saltate i funghi in padella con un paio di spicchi d’aglio schiacciati e olio d’oliva. Salate e pepate. Teneteli indietro di cottura e verso la fine aggiungete delle foglie di prezzemolo.

Nel frattempo preparate la pasta (è una banale pasta per pizza) e lasciatela riposare per almeno 30 minuti in modo che possa lievitare.

Affettate finemente le patate novelle, buccia compresa, conditele con olio e sale e infornatele nel microonde per 10-15 minuti e comunque il tempo necessario perché siano cotte, ma ancora consistenti.

Affettate allo stesso modo le zucchine e, dopo averle salate e bagnate con poco olio di oliva, passatele al microonde per 5 minuti o poco più.

Ora stendete la pasta dello spessore di 3-4 mm. Con la rotella a zig-zag o con un coltello non affilato ricavatene dei quadrati di 10 cm per lato. Pizzicando gli angoli dei quadrati cercate di modellare delle scatole con bordo alto un paio di cm.

Disponete le scatole sul vassoio da infornare (forno tradizionale) e tappezzatene l’interno con le fettine di patata. Poi disponete un po’ di fettine di zucchina lungo un lato e riempite lo spazio rimanente con i funghi.

Infilate tra i funghi un pezzettone di formaggio Asiago per ogni scatola.

Mettete in forno già caldo per una mezz’ora o comunque finché le scatole saranno diventate croccanti. A metà cottura potete ungere i bordi delle scatole con salsa di soia o bianco d’uovo per colorarle un po’.

Tolte dal forno spolverate con poco origano secco ed una goccia d’olio.