Un libro inglese

Libro inglese, figlio legittimo della comunicazione ai tempi di Internet e dei blog: lo stile di scrittura è molto diretto ed autobiografico, le immagini – belle fotografie a colori – non documentano solo le ricette, ma le arricchiscono di colori e le calano in situazioni narrative concrete che si intersecano col viaggio del cuoco in giro per l’Italia.

Oliver è un cuoco particolare che ha più l’aria di un cantante rock di provincia che quella di un lavoratore ai fornelli. In Inghilterra è famosissimo, ma anche in giro per il mondo perché i suoi libri, con le sue trasmissioni televisive, sono stati tradotti in varie lingue.

Guardatelo, sembra avere 20 anni, gira il modo con un vecchio furgoncino VolksWagen e al tempo stesso scrive libri di successo e gira serial televisivi, e tutto questo pur avendo famiglia. Ma quando gli avanza il tempo per cucinare? Eppure dalle sue pagine ci parla da grande chef. È noto come “il cuoco nudo” perché il suo programma è “cucinare deve essere semplice, gustoso, divertente”. Semplice soprattutto. E ci va a nozze con la cucina regionale italiana (che è poi ciò di cui il libro tratta).

O è un artefatto dei signori dei media oppure è nato con il cappello da cuoco (o, a ben pensarci, tutt’e due).

Fatto sta che spiluccando il libro anche superficialmente vi vien subito voglia di mangiare, di mangiare bene! Le foto aiutano, ma la descrizione del processo di produzione del piatto ve lo fa gustare anzitempo, ve lo fa assaggiare via via, fin dalla scelta degli ingredienti.

Incipit del tipo ‘Dario Cecchini è uno dei migliori macellai d’Italia.’ oppure ‘Questa zuppa toscana è… deliziosa dovrebbero provarla tutti’, o ‘OK, ragazzi… questa forse diventerà la vostra pastasciutta preferita!’ o ancora ‘ Questa è una grande ricetta base, che può essere interpretata in mille modi e trasformarsi ogni volta in un risotto diverso e speciale’ non sono solo eccezionali esempi di captatio benevolentiae, ma sembrano suggerire la trasmissione di un’idea ‘maggiore’, di un segreto culinario generalizzabile alla propria pratica di cucina. Perché la cucina è un po’ così, ci sono le ricette sì, ma poi ci sono le scoperte che cambiano il tuo modo di vedere e di confezionare il cibo.

Mi sa che in questo blog di ricette tratte dai libri di Jamie ne troverete parecchie.

I dolci si fanno così

Con tutti i libri di cucina che Luca ha comperato nel corso di questi anni – tra cui per esempio Il manuale del cuoco professionista -, quando decido di fare un dolce resto fedele al libricino I dolci si fanno così della Cammeo. Proprio Cammeo con due emme, ma con lo stesso logo dell’attuale nota ditta di preparati per dolci. Non gli daresti due lire, ma io lo trovo molto interessante. È edito da Dott. A. Oetker S.p.A di Desenzano del Garda ed ha una prefazione di Dott. A. Oetker S.p.A. in persona che inizia con “Gentile Signora” – io mi sento subito a mio agio – e spiega: “non è solo un ricettario, ma un vero e proprio manuale che insegna, in modo chiaro e semplice, come preparare dolci in casa. Esso è quindi destinato alle principianti, ma anche le cuoche esperte vi troveranno utilissimi suggerimenti e molte idee nuove”.

Il sottotitolo è Manuale per la preparazione dei dolci in casa, il prezzo indicato è di Lire 2.000, ma sono certa che era stato un dono della Cammeo o Cameo, forse nemmeno con relativa raccolta punti – a quei tempi esistevano solo le figurine Mira Lanza e i punti del dado Star. L’esemplare in mio possesso è una 5a Edizione, non si sa di che anno.

Sono grata a mia mamma che me lo ha ceduto, immagino per due motivi; il primo: la sua scarsa fiducia nelle mie abilità di cuoca (non ha tutti i torti), il secondo: che tanto lei fa tutto a occhio e quindi a cosa le serve un ricettario?