Rotolo di verdure

Questa ricetta mi è stata richiesta espressamente da mio cugino Claudio, estimatore e ghiotto consumatore della suddetta pietanza. Si tratta di un primo piatto che mia madre cucina nelle occasioni importanti o semplicemente quando si trova ad avere gli ingredienti adatti e un po’ di energie. Forse la ricetta era in origine in uno dei libri di cucina della Fabbri editore di mia zia Anna, in realtà da anni è un cavallo di battaglia di mia mamma e non sono sicura della fonte. Come al solito è quasi impossibile avere da mia madre una ricetta precisa: la richiesta le risulta incomprensibile, ti guarda come fossi un mentecatto privo dell’unico ingrediente davvero indispensabile per cucinare, ovvero l’occhio clinico del cuoco. A dire la verità non mi cimento mai con le ricette di mia madre, il confronto sarebbe schiacciante e le critiche fioccherebbero impietose, ma molte volte l’ho assistita e più o meno di nascosto le ho carpito la ricetta. Eccola qua.

Per la pasta:

  • 2 uova intere
  • circa 1 cucchiaio di olio d’oliva
  • poco sale
  • farina quanto basta (circa 250 grammi)
  • all’occorrenza aggiungere poca acqua

Per il ripieno:

  • 1 kg di verdura bella fresca (coste, erbette da taglio, ecc)
  • cipolla
  • burro
  • 1 uovo
  • 2 hg di prosciutto cotto ovvero 7-8 belle fette intere (tagliate quindi non troppo sottili)
  • abbondante formaggio grana
  • formaggio fresco tipo latteria

Indispensabile:

  • un canovaccio resistente e ampio
  • ago, filo e spago per arrosti
  • una pentola bella grande per cuocere il tutto

Veniamo alla preparazione. Importantissima è la qualità della verdura: deve essere freschissima e – nel caso si utilizzassero coste d’argento e non erbette – togliere la parte bianca. Va bene anche un misto, ma la verdura migliore in assoluto è quella dell’orto della Paressida, impareggiabile per qualità e sapore. Pulirla, lavarla e passarla per pochissimo tempo in acqua bollente, poi metterla in pentola con un trito di cipolla e continuare la cottura. Aggiustare di sale, aggiungere verso la fine burro, formaggio fresco e poco grana, aggiungervi un uovo (tuttavia anche senza uovo il rotolo riesce bene e risulta comunque sostanzioso).

La parte più delicata è a parer mio la preparazione della pasta, non tanto perché il procedimento sia complesso o diverso dal solito, ma piuttosto perché va stesa uniformemente con un matterello grande, in modo da formare un ampio cerchio che quasi non viene contenuto dal tavolo (il mio almeno che non è molto grande). Ricapitolando: formare la fontana di farina, aggiungere le uova intere (mia mamma prende in considerazione solo quelle della già citata signora Paressida), l’olio e un pizzico di sale. Impastare fino ad ottenere una pasta elastica e liscia. All’occorrenza lasciar riposare. Stenderla con il matterello in modo regolare e uniforme, ottenendo un cerchio piuttosto ampio. Girarlo spesso e partire dall’interno verso l’esterno per evitare di avere al centro una parte più spessa.

La pasta così ottenuta deve essere appoggiata sul canovaccio e su di essa stendere: una spolverata di grana grattugiato, le fette di prosciutto, la verdura non più calda, il formaggio fresco a listerelle e ancora grana. Arrotolare aiutandosi con il canovaccio e chiudere utilizzando chiara d’uovo o latte. Il canovaccio va cucito con ago e filo in modo che il rotolo non possa riaprirsi (utilizzare anche uno spago da un capo all’altro del rotolo) e il tutto va buttato in abbondante acqua bollente salata. Girare il rotolo in modo che la cottura sia uniforme. Il tempo di cottura è di circa 2o-25 minuti per lato.

Servire caldo, tagliato a fette e condito con burro fuso. Secondo mia mamma il burro deve avere un colore marroncino, ma fate voi anche in base al grado di tolleranza del vostro organismo.

Non si tratta certo di cucina rapida, però ne vale la pena. Buon appetito!

Per ora non ho una foto e non è una pietanza che ho in programma di preparare a breve, se lo farete prima di me, mi inviate un’immagine per il blog?

Ciao Claudio, fammi sapere se funziona, ma so che funzionerà…

La creatura

Dovete sapere che Grillone mi ha regalato un po’ della sua pasta madre, detta anche pasta acida e – dopo un primo tentativo miseramente fallito – ecco che sono riuscita a produrre la mia prima pagnotta. Ne sono particolarmente orgogliosa ed ecco, ve la presento.

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D’accordo, la tecnica va perfezionata, la lievitazione non è ancora perfetta, ma la forma è soddisfacente, il gusto è buono e il pane si conserva anche una volta tagliato senza diventare subito di pietra. Immagino che i lettori di questo blog siano tutti (quasi tutti) stati debitamente informati da Grillone riguardo alla pasta madre… io non sono per il momento in grado di spiegarvi di che cosa esattamente si tratti, che cosa si possa concretamente realizzare e come non farla soffrire o perire questa benedetta madre, ma spero di diventare presto un po’ più esperta. Per il momento procedo per tentativi cercando di prendere confidenza con questo metodo naturale di lievitazione. A questo proposito ho trovato un sito molto interessante, con tanto di pronto soccorso pasta madre 24 ore su 24. Spero con il tempo di capirci un po’ di più.

Strudel di mia mamma

Cercherò ora di spiegare come mia mamma prepara il suo famoso strudel. Lei dice che si tratta di una ricetta di Veronesi. Non so se riuscirò nell’impresa, perché si sa che mia mamma fa tutto “a ocio” e le sue indicazioni non sono sempre precisissime… Comunque ecco di seguito i presunti ingredienti, aggiungete pure un “circa” alle dosi indicate.

Per la pasta:

  • 250 g di farina
  • 50 g di burro
  • 1 dl d’acqua
  • 1 uovo
  • 15 g di zucchero
  • sale
  • vanillina

Per il ripieno:

  • 1 kg di mele
  • 2 cucchiai di mollica di pane rosolata nel burro
  • 50 g uvetta
  • 50 g pinoli
  • buccia di 1 arancia o di 1 limone

Preparare le mele tagliate (fette intere non troppo grosse), cuocerle aggiungendo pochissima acqua, poi aggiungere 2-3 cucchiai di zucchero e continuare a cuocere (volendo si possono aggiungere qui le uvette).

Far sciogliere lentamente il burro in un pentolino.

Iniziare a preparare l’impasto: fontanella con farina, aggiungere l’uovo (lasciando indietro un po’ di albume), presa di sale, acqua (2 gusci d’uovo, se proprio volete la misura esatta), poco dopo aggiungere il burro fuso. Tirare la pasta in modo uniforme (è una parola!), la pasta deve essere sottile, senza naturalmente rompersi, ed avere una forma bella rotonda.

Prima di procedere con il ripieno è consigliabile adagiare la pasta su un canovaccio: sarà più semplice poi arrotolare lo strudel. Stendere sulla pasta: la mollica di pane rosolata nel burro, le mele con le uvette, buccia grattugiata di arancia o limone, 2-3 cucchiai di zucchero, pinoli.

Arrotolare, chiudendo con la chiara d’uovo, ungere con un po’ di burro.

Di solito viene fuori uno strudel di dimensioni piuttosto importanti e non entra nel mio forno, né in quello di mia mamma, allora lo assassiniamo curvandolo, ma probabilmente chi leggerà potrà contare su una cucina ultramoderna.

Inutile dire che non ho idea dei gradi, né dei tempi di cottura: il colore ed il profumo vi faranno capire quando sarà il momento di togliere lo strudel dal forno.

Pomodorini con mozzarella e olive (in gergo culinario “caprese”)

Ho deciso di rendere nota a tutti voi una ricetta molto semplice, ma buona, che forse vi sarà già capitato di mangiare e della quale magari vi siete un po’ incuriositi; si tratta (stavo quasi per dimenticarmelo) della “caprese”. Così oggi voglio insegnarvi la sua facile preparazione e i pochi ingredienti che richiede. Forse vi chiederete perchè proprio la “caprese”? Per far cadere a picco la qualità di questo blog e dimezzarne il numero dei visitatori? No! Bensì perchè ormai (modestamente), dopo anni e anni di lavoro, mi ritengo in grado di preparare questa ricetta con eccelsa abilità.

Per assaporare meglio questa ricetta, però, e per meglio comprenderla, è necessario che andiamo ad analizzare un pizzico di curiosità a riguardo…

La caprese è un antipasto che talvolta può essere usato anche come secondo piatto. Essa è una ricetta tipica della tradizione Mediterranea (in origine solo napoletana), apprezzata e molto gustosa è particolarmente adatta durante la stagione estiva in quanto alimento leggero e fresco, basti pensare che a porzione contiene solo 18,12g di lipidi.

Se non vi è passato l’appetito ora possiamo cominciare!

Prima di tutto si va dal fruttivendolo di fiducia e si comprano 3 grappoli di pomodori datterini oppure 4-5 pomodori normali (porzioni per 4 persone); poi potete chiedere anche se ha delle olive, ma a dire il vero non so se lì sia il posto più adatto (c’è anche il rischio che dopo il fruttivendolo non sia più “di fiducia”). Dopo aver preso un barattolo di olive verdi Saclà (il prodotto di qualità) vi manca solo la mozzarella di bufala che deve essere utilizzata in porzione uguale a quella dei pomodorini. Se aprite il frigo e vedete che non c’è mozzarella…vuol dire che è rimasta fuori tutta la notte! Dai, scherzo…Potete usare anche del formaggio, ma è meno gradevole da mangiare col pomodoro. Fatto? OK

Ora prendete una teiera e versateci il tutto accuratamente tagliato in parti non più grandi di 3cmcubi con un coltello ben affilato e una tagliera abbastanza larga, ma non troppo. N.B.: (consiglio serio) se volete, i pomodori li potete tagliare anche a fettine facendo attenzione a non sporcarvi col liquido al loro interno! ATTENZIONE: Se non riuscite a tagliare le olive è perchè avete comprato quelle con l’osso!

Ora manca solo da aggiungere l’olio e il sale e per questo lascio a voi il compito perchè io non sono mai stato bravo con le dosi, e finalmente potete servire il tutto in tavola (se è ancora rimasto qualcuno).

LI AVEVATE LAVATI I POMODORI, VERO?

P.S.: Mi scuso con il reparto di cucina e con gli chef per averli oltraggiati e offesi in questo modo così barbaro e volgare. Mi auguro (inutile speranza) Che vogliano accettare le mie scuse.

Con i commenti, vi prego, non siate troppo duri!

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Un esempio di "caprese" senza mozzarella e olive