Arte culinaria (se si può dire tale…)

Con l’arrivo dell’estate ormai ci si sente già in vacanza (almeno io) e quindi si ha più tempo da dedicare a piacevoli occupazioni e più libertà di soddisfare deliziosi interessi.Nella fatti specie io stesso, in questo periodo, spendo un po’ del mio tempo libero destreggiandomi come posso con l’arte culinaria.

rapido ed efficace
rapida ed efficace

Non pensiate mica che me la cavi alle prese coi fornelli o piuttosto che mi diletti in sublimi manicaretti; tutt’altro, io mi diverto con poco: prendo qua e là qualche avanzo e cibo lasciato in disparte che trovo cercando nella dispensa e nel frigo e metto alla meglio insieme il tutto facendo del cibo decorazioni e opere d’arte (per modo di dire, eh!). Dopo la prima fetta di salame al centro del piatto tutto il resto diventa automatico (un pomodorino qua, una foglia di lattuga là) e presto si comincia anche a prenderci gusto e a divertirsi. Il bello di creare queste composizioni è che sono molto facili da realizzare (se ci riesco io che non sono laureato in cucina!): infatti finchè c’è la materia prima (tutti quegli avanzi come olive, salumi, sottoaceti… che sono accumulati nei vostri frigo) e un po’ di fantasia per me diventa molto semplice e al contempo piacevole aiutare in cucina come posso. Così anch’io invito voi, gentili ascoltatori, a provare questa nuova esperienza culinaria in modo che, la prossima volta che avrete ospiti a cena, non vi ritroverete a tarda sera a dire: ”Oddio e adesso cosa posso cucinare di speciale?” ma andrete a colpo sicuro e riuscirete a sollevare “Ohhh….” di ammirazione sbizzarrendovi con la vostra arte culinaria!

fra i tanti manicaretti c'è anche la mia di "torta"
fra i tanti manicaretti c'è anche la mia di "torta"

*Divertitevi, ma poi pulite la cucina mi raccomando!*

realizzata ad Asiago
realizzata ad Asiago

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Una normale frittata?

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Dall’aspetto vi sembra buona? Be’, sì, e così!
E pensate che è una semplice frittata con tonno, l’ideale per una sera in cui non si hanno tanti ingredienti, ma si ha una tale fame da divorarsi il tavolo del salotto se non vi appare davanti un piatto di spaghetti.
Per prepararla serve

  • 160 grammi di tonno in scatola Rio Mare
  • 6 uova
  • Sale
  • Un filo d’olio d’oliva per ungere la padella
  • …e una buona mano per girarla!

Fino a qui ci siamo, ora arriva il bello…
Procedimento:

  • In un recipiente schiacciate bene il tonno con una forchetta dopo aver tolto l’olio in eccesso.
  • Sbattete le uova intere e aggiungetele al tonno
  • condite con un po’ di sale, ma non troppo, poiché il tonno è già molto salato
  • Ungete una padella capiente e ponetela sul fuoco.
  • Dopo qualche istante, quando si sarà scaldata, versatevi le uova.
  • Cuocete a fiamma viva, e rigirate… buona fortuna*

Potete aggiungere un po’ di kurry e un po’ di pepe; con un po’ di latte viene più soffice, ma si rompe di più.

Questo è il mio primo articolo.

*ho messo l’asterisco perché stasera abbiamo provato a girarla “al salto”, non è stato difficile, la parte più difficile è stata ripulire tutto! :mrgreen:

Pomodorini con mozzarella e olive (in gergo culinario “caprese”)

Ho deciso di rendere nota a tutti voi una ricetta molto semplice, ma buona, che forse vi sarà già capitato di mangiare e della quale magari vi siete un po’ incuriositi; si tratta (stavo quasi per dimenticarmelo) della “caprese”. Così oggi voglio insegnarvi la sua facile preparazione e i pochi ingredienti che richiede. Forse vi chiederete perchè proprio la “caprese”? Per far cadere a picco la qualità di questo blog e dimezzarne il numero dei visitatori? No! Bensì perchè ormai (modestamente), dopo anni e anni di lavoro, mi ritengo in grado di preparare questa ricetta con eccelsa abilità.

Per assaporare meglio questa ricetta, però, e per meglio comprenderla, è necessario che andiamo ad analizzare un pizzico di curiosità a riguardo…

La caprese è un antipasto che talvolta può essere usato anche come secondo piatto. Essa è una ricetta tipica della tradizione Mediterranea (in origine solo napoletana), apprezzata e molto gustosa è particolarmente adatta durante la stagione estiva in quanto alimento leggero e fresco, basti pensare che a porzione contiene solo 18,12g di lipidi.

Se non vi è passato l’appetito ora possiamo cominciare!

Prima di tutto si va dal fruttivendolo di fiducia e si comprano 3 grappoli di pomodori datterini oppure 4-5 pomodori normali (porzioni per 4 persone); poi potete chiedere anche se ha delle olive, ma a dire il vero non so se lì sia il posto più adatto (c’è anche il rischio che dopo il fruttivendolo non sia più “di fiducia”). Dopo aver preso un barattolo di olive verdi Saclà (il prodotto di qualità) vi manca solo la mozzarella di bufala che deve essere utilizzata in porzione uguale a quella dei pomodorini. Se aprite il frigo e vedete che non c’è mozzarella…vuol dire che è rimasta fuori tutta la notte! Dai, scherzo…Potete usare anche del formaggio, ma è meno gradevole da mangiare col pomodoro. Fatto? OK

Ora prendete una teiera e versateci il tutto accuratamente tagliato in parti non più grandi di 3cmcubi con un coltello ben affilato e una tagliera abbastanza larga, ma non troppo. N.B.: (consiglio serio) se volete, i pomodori li potete tagliare anche a fettine facendo attenzione a non sporcarvi col liquido al loro interno! ATTENZIONE: Se non riuscite a tagliare le olive è perchè avete comprato quelle con l’osso!

Ora manca solo da aggiungere l’olio e il sale e per questo lascio a voi il compito perchè io non sono mai stato bravo con le dosi, e finalmente potete servire il tutto in tavola (se è ancora rimasto qualcuno).

LI AVEVATE LAVATI I POMODORI, VERO?

P.S.: Mi scuso con il reparto di cucina e con gli chef per averli oltraggiati e offesi in questo modo così barbaro e volgare. Mi auguro (inutile speranza) Che vogliano accettare le mie scuse.

Con i commenti, vi prego, non siate troppo duri!

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Un esempio di "caprese" senza mozzarella e olive

Cose che voi umani…

Inserisco questa folle ricetta dopo un lungo silenzio, approfittando del fatto che sono a casa malaticcia. Non si tratta stavolta di una ricetta che ho sperimentato personalmente, né in qualità di cuoca né di assaggiatrice, e sinceramente non so se augurarmi che ciò non avvenga mai! Si tratta delle ‘Melanzane con la cioccolata all’amalfitana’. Sì melanzane, sì cioccolata. Proprio così…La ricetta è tratta da un manuale molto prezioso che mi è stato regalato dall’amica storica Anna Mosconi, il ‘Grande libro della pasticceria napoletana’, di Piero Serra e Lya Ferretti, Salvatore di Fraia Editore. Ha tutta l’aria di essere un libro non facile da reperire in giro…dentro sembra quasi fotocopiato. Al di là dell’apparenza però è davvero una ‘chicca’, prima o poi ne trarrò qualche ricetta per un contest culinario tra cugini in salsa partenopea.

Ecco le dosi e la preparazione, nell’eventualità che vi venga voglia di qualcosa di -davvero- insolito:

otto melanzane grandi
tre/quattro cucchiai di farina
due uova
olio per friggere

dopo aver lasciato le melanzane sotto sale per due ore, in modo che perdano acqua, passatele nell’uovo sbattuto e quindi nella farina, dopodiché friggetele.

1/2 litro di latte
sei tuorli d’uovo
250 gr di zucchero
50 gr farina
sale
vaniglia
canditi misti, 100 gr

preparate con questi ingredienti una crema pasticciera a cui aggiungerete i canditi sminuzzati.

50 gr cacao
25 gr farina
1/2 litro di latte
una noce di burro

con questi invece dovreste fare una sorta di besciamella piuttosto liquida al cacao.

Dopodiché, si attacca con gli strati: melanzana fritta, crema pasticciera, melanzana, crema, melanzana crema ad esaurimento scorte e alla fine si ricopre il tutto con la crema liquida al cacao. Et voilà! Io ho conosciuto una persona -vera- che affermava di aver mangiato questo dolce ad Amalfi (che credo sia l’unico luogo al mondo dove questo dolce viene proprosto) e diceva di averlo trovato molto pesante ma non disgustoso.

P.s.: se fate un giretto su google scoprirete che questo dolce esiste, che è tutto vero e che ne esistono anche versioni diverse da questa.

P.s.2: ho aggiunto un nuovo link, della serie ‘blog con foto chiccose’. E’ ancora e sempre sui dolci, scusate, sono fissata…si chiama ‘la ciliegina sulla torta’.