In un commento Luca chiedeva la ricetta per i posteri: et voilà! Purtroppo faccio fatica a postare in questi giorni, causa impegni vari, e a questo va aggiunto che faccio fatica in generale a postare le ricette che invento…purtroppo rimangono sempre circonfuse da un alone di imprecisione che non mi sento di condividere col mondo. A quanto pare, in pasticceria, la precisione è tutto. Quel che in cucina è tollerato – ossia l’approssimazione, specie nei dosaggi – nella pasticceria seria pare non esserlo.
Comunque, per circa 40 biscottini vi serviranno:

3 farine: 100 g di fecola+50 g farina 00+50 g fioretto (gialla)
100 g di burro
60 g zucchero a velo+40 g zucchero semolato
1 uovo piccolo
mezzo cucchiaino di lievito per dolci (le bustine mefitiche)

E dulcis in fundo…il sale della foto. Si tratta di un sale marino del Galles, l’Halen Môn, in  questo caso tagliato con piccoli pezzi di bacello di vaniglia thaithiensis. E’ un sale grosso, anche se diverso da quello che usiamo normalmente per la pasta: anziché essere in grani, è in ‘piastrine’, ossia il piccoli pezzi piatti. Con il dosaggio sono andata  completamente a naso, era la prima volta che lo usavo e dunque non potevo regolarmi con più precisione. In ogni caso il mio scopo era ottenere dei frollini al sale, per cui ne ho messo ben più di un pizzico, per intenderci. Credo di essermi aggirata attorno al cucchiaio da tè.

Il procedimento è quello di una normale frolla: si setacciano le tre farine e le si pone a fontana sulla spianatoia, con l’aggiunta degli zuccheri e del lievito, e si mescolano questi ingredienti ‘secchi’. Se non ricordo male devo aver amalgamato il sale già a questo stadio di lavorazione, però io vorrei sapere, e lo chiedo a tutti voi che leggete, se c’è un senso nello spostare l’ordine di inserimento del sale, ossia se mettere il sale prima o dopo l’aggiunta del burro, ad esempio, cambi le carte in tavola. Poi, si taglia a pezzetti il burro e lo si lavora con le farine (io faccio quasi tutto a spatola, lavoro a mano la pasta solo l’ultimo minuto scarso). Una volta che il composto prende una consistenza granulosa si aggiunge l’uovo e solo dopo che l’impasto è ben intriso si lavora la pasta a mano, velocemente, per darle la forma di una palla e metterla a riposare in frigo per una mezz’ora.
Dopodiché, solita storia: si infarina la spianatoia, si tira la pasta a mezzo cm abbondante d’altezza e si taglia con una formina a piacere. I biscotti vanno messi in forno a 180 gradi circa per un quarto d’ora (ciacuno si regoli in base al proprio forno). Io ho coperto alcuni dei frollini con una galssa a base di cioccolato fondente e zucchero, ma tutto sommato non l’ho trovata necessaria e li preferisco al naturel.
Il sale si sente, eccome…questa qualità di sale è davvero interessante perchè fondamentalmente non si scioglie in cottura a forno, sicché in alcuni biscotti riuscivo a distinguere sotto la lingua la ‘piastrina’ di sale.
Come trovare questo sale? Boh! Io l’ho trovato un pò per caso ad Asiago ma non l’avevo mai visto prima…lo potete trovare online, al sito della casa produttrice (e via di pubblicità): http://www.seasalt.co.uk
Ma sono sicura che si possono usare anche altre varietà di sale, e ce ne sono così tante…date un’occhiata qui: http://www.saltexpo.com/sali-del-mondo-tipologie , oppure anche qui, per ricettine simpatiche sul tema: http://soffidisale.blogspot.com/

P.s.: attenti a non esagerare con sti biscottini, che io a furia di assaggiarli per studiarne la riuscita son stata costretta a berci dietro due litri d’acqua! Due  o tre sono più che sufficienti, magari accompagnati da una bevanda dolce.