Prendete un paio di petti di pollo e sfilettateli. La qualità del pollo è importante, soprattutto quando si parla del petto, sappiamo tutti come vengono allevati i polli. Andando ad Asiago ho visto un camion stipato di gabbiette in ognuna delle quali c’era un pollo che non aveva possibilità di muoversi tanto stretto era il loculo; un camion scoperto, in autostrada. In autostrada, polli allo scoperto – non so come le penne restassero attaccate al corpo. Era il loro unico momento di libera uscita.
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Sono andato alla Coop. Hanno aperto una Coop a Padova e già questa è una novità, per sessant’anni in Veneto non ci sono state le Coop perché – regione bianca – si è preferito, da parte delle amministrazioni locali, favorire la concorrenza (Alì in particolare, mi dicono). È piccola la Coop di Padova (in via Zabarella, dove io passo tutti i giorni) ci si scontra nelle corsie con gli altri clienti e coi commessi indaffarati, ma è ben fornita. Ci sono un sacco di prodotti biologici o equo-solidali, c’è anche la semola di grano duro con cui ho già fatto un paio di paste. Qui c’era solo la pubblicità della Coop. Ha un bell’aspetto, un’immagine molto curata, un’identità di marchio coerente e presente, depliant che illustrano le caratteristiche superiori dei loro prodotti. Sembra quasi un negozietto del Nordeuropa. A volte dall’alto una voce di donna ti informa che la Coop ha sempre pensato alla qualità dei prodotti e alla tua salute senza farti spendere di più. Secondo le associazioni dei consumatori pare che la qualità della merce Coop sia effettivamente superiore a quella degli altri supermercati. E c’è la stanzetta per i soci dove iscriversi e scambiare denaro.

Lì ho comprato limoni biologici, semola di grano duro biologica, olive nere e il famoso petto di pollo. Già perché di carne biologica in effetti non c’è quasi nulla, così ho preso petti di pollo. Costano un’esagerazione. Sempre meno del filetto di vitello però e li puoi mangiare senza rimorsi ed incubi notturni. Ci sono molti filmati in Internet su come vengono allevati i polli in batteria, purtroppo ora non riesco a trovare quello che mi sarebbe piaciuto mostrarvi; amen, sarà per un’altra volta.

Per 4 persone.
Tagliate un g 300 di carne a cubetti di 1 cm.
Parentesi: non è vero che dovete tagliare la carne a cubetti di 1 cm, un cuoco non è un geometra ed anche la cucina cambia ed evolve. Siamo abituati a queste ricette che ci dicono come dobbiamo perseguire l’obiettivo di geometrizzare la natura che utilizziamo, ma non è più così. O meglio, di alcune cose ancora ci piace che abbiano l’aspetto di figure solide elementari, che si vedano la pazienza e la perizia del cuoco nel lavorare la materia prima, per altre oggi preferiamo forme casuali, biomorfe, astratte, frattali, random, naturali. La pizza perfettamente rotonda è sinonimo di industria, lo spessore uniforme sa di macchina, e industria macchina non sono più buon gusto in cucina.

Mettetela in una terrina di vetro – sì, perché andrà nel microonde, mi spiace per chi non lo possiede. Unitevi 1 pomodoro maturo, privato del liquido, tagliato a pezzi non troppo piccoli, 1/4 di cipolla grossolanamente spezzettata, 1 bustina di zafferano, il succo di mezzo piccolo limone, le zeste dello stesso mezzo limone (biologico, mi raccomando! i limoni, come gli altri agrumi, se non sono biologici, hanno sulla scorza veleni micidiali), olio di oliva, salsa di soia quanto basta a salare. Se non avete salsa di soia immagino possiate metterci un po’ di sale ed un’acciuga di quelle buone (Delicious è una buona marca da supermercato, ovviamente – e non a caso – costa più delle altre). L’importante è che il pollo sia quasi lesso e rilasci il suo brodino, che il pomodoro colori un po’ di rosso il tutto e che la cipolla sia morbida. Lo scopo è ottenere una terrina di pollo morbido immerso in abbondante sugo colorato pregno di umami.

Terrina scoperta, infornate nel microonde al massimo della potenza. Nel mio caso dopo 10-12 minuti il piatto era pronto, ma non conosco il vostro microonde.

Sfornate e lasciate intiepidire per un quarto d’ora. Aggiungete abbondante basilico tagliuzzato. Se avete del basilico a foglia piccola meglio, è più bello, più delicato e non occorre tagliarlo, sennò va bene lo stesso.

Servite accompagnando con qualcosa. Già con cosa? Forse con delle patate novelle, affettate con la buccia fini fini e passate al forno, come quelle che Sara ha preparato ieri. Oppure con una polentina molle arricchita con poco formaggio Asiago.

La foto non c’è, ma vi descrivo il risultato.
Quei pezzetti di carne si sono ristretti e sono di un giallo canarino, sguazzano in una salsa – né densa né liquida – color rosso vermiglio imperlata di minime sferule di olio dorato. Il vezzoso magma in ebollizione di un vulcano! A far da contrappunto e ad esaltare i toni caldi del pomodoro e dello zafferano, occhieggiano qua e là piccole punte di fresco verde basilico.
Al palato l’intruglio si dimostra grato. Tutti i sapori collaborano. Il tatto non sente una pappa amorfa, ma una sostanza discretamente composta in vellutate istanze di materia.

Pollo scientifico perché? Non certo perché sia gastronomia molecolare o robe simili. È che oggi Lorenzo doveva fare i compiti per casa: preparare un impasto di farina 00 e lievito, pesare, lasciar riposare un tot, ripesare. Un esperimento scientifico. Immagino per poter verificare l’aumento di volume senza aumento di peso; con la pasta poi Sara ha fatto una pizza ed una focaccia alla cipolla. Ottime.

Ma io, che ero andato alla Coop a fare la spesa ed ero tornato a casa con la voglia di cucinare il mio pollo biologico ho voluto comunque fare il mio esperimento scientifico.
Tutti gli esperimenti, riusciti!


Aggiornamento.
Il giorno dopo col pollo avanzato ho preparato un ragù per la pasta. Ecco la foto.

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