Grandi decisioni e piccole torte

In questi giorni ho preso alcune importanti decisioni, di cui voglio rendervi partecipi. Eccole:

1) Non comprerò mai più la pasta sfoglia surgelata, a meno che non riesca a trovarne di fatta con solo burro. Dopo le news sui grassi idrogenati che Stefano ci ha portato il giorno delle festa d’anniversario mi son convinta definitivamente che quella roba ha poco a che fare col cibo (guardate ingredienti e dosaggi di una qualsiasi confezione di pasta sfoglia surgelata per credermi).

2) Voglio ridurre sempre di più la quantità di burro e zucchero nei dolci che faccio, senza però trovare dei sostituti (ossia: no all’uso di edulcoranti e no all’uso di margarina). Semplicemente i dolci saranno meno dolci, oppure cercherò di metterci dentro un ingrediente principale naturalmente dolcificante, come i fichi o le pere mature.

3) Voglio ridimensionare le proporzioni/porzioni. Basta con le torte giganti. In famiglia siamo in due a mangiare dolci, e in ogni caso vorremmo limitare la cosa ad una sola porzione? Ottimo, ridurrò le dosi in modo da ottenere due sole porzioni -una ciascuno- da ingollare in una sola occasione. Basta coi dolci avanzati e i sensi di colpa per aver reiterato il peccato di gola!

Per dimostrarvi che è tutto vero posto questa ricettina che ho messo assieme stamane, in piena crisi d’astinenza da cioccolato. Per un tortino che soddisfa ampiamente quattro persone, destinato a sparire subito vi servono:

100 gr di cioccolato fondente (scegliete voi la percentuale di cacao che più vi aggrada)
50 gr di burro
25 gr scarsi di zucchero di canna (io uso il muscovado)
25 gr di farina di riso (ma vanno bene anche la fecola, la maizena o se non avete nessuna di queste la farina setacciata)
1 uovo
1 pizzico di sale
2 cucchiai da tè di scaglie di cocco essicato

Mettete a sciogliere il cioccolato e il burro a bagnomaria, aggiungendo alla fine il pizzico di sale e il cucchiaio di zucchero. Levate la bastardella dall’acqua e mescolate il tutto. Lasciate raffreddare per qualche minuto. Montate a neve l’albume; aggiungete il tuorlo al composto di cioccolato tiepido, e la farina. Infine amalgamate delicatamente la chiara. Versate la crema morbida che avrete ottenuto in uno stampo da forno piccolo (io ne ho usato uno rotondo il cui diametro misura 17 cm) foderato con carta da forno.
Prima di infornare cospargete con scaglie di cocco. La temperatura valutatela in base al forno, non dev’essere altissima…e deve stare in forno poco, 25 minuti al massimo. E’ pronto quando ha fatto una crostina più chiara fuori, ma dentro rimane morbido.

P.s.: sono mooolto soddisfatta di questo dolce. E’ venuto davvero poco dolce, si sentiva l’amaro del cioccolato e addirittura il sale, e ho trovato la cosa interessante. In più, si scioglie letteralmente in bocca. Consiglio vivamente a tutti gli amanti del cioccolato e a tutti gli amanti dei dolci poco dolci.
Qui a casa però non ne ho trovato neanche uno…sigh, sob.

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3 thoughts on “Grandi decisioni e piccole torte

  1. Luca settembre 19, 2008 / 9:35 pm

    Bravo Grillone sei uno dei più attivi autori di questo blog.
    Come si sa non sono goloso di dolci, però ti seguo sul “basta” agli ingredienti prefabbricati.
    Ora lancio un appello: se io non sono goloso di dolci è anche perché mi fa schifo il lievito per dolci (bicarbonato o che cavolo è) che percepisco anche quando è presente in quantità molecolari. Non credo si possa usare il lievito di birra per i dolci, non so, chiedo.
    C’è un sostituto decente oppure bisogna trovare ricette che non richiedono lievito, come del resto è la tua?.
    L’appello è: trovatemi un sostituto del bicarbonato, oppure non usate bicarbonato (o lieviti ‘chimici’) in pasticceria, oppure fatemi assaggiare solo dolci senza lievito. Punto. È un triplice appello.

    E a proposito di menzogne industrial-alimentari ti segnalo questa che ho letto ieri sulla confezione di una merendina Mulino Bianco. Tra gli ingredienti era segnalata la margarina. A me hanno insegnato che la margarina essendo un grasso idrogenato (cioè reso solido da atomi di idrogeno, ricavati dall’acqua, che saturano i legami …è chimica organica … non importa) non fa bene. Barilla ha pensato bene di scrivere tra gli ingredienti, non “margarina” e basta, ma “margarina (grassi insaturi, acqua)” così noi poveri ignoranti acquirenti pensiamo di comprare grassi insaturi ed acqua.
    Tant’é.

  2. grillone settembre 21, 2008 / 12:37 am

    La faccenda lievito è spinosa. Stavo meditando sul cremor tartaro, ma è chimico pure quello credo e in ogni caso è difficile da reperire in giro (non son neanche sicura che nelle drogherie lo tengano ancora). Il lievito di birra si utilizza, ma solo per determinati impasti perchè dà una resa diversa (=babà, savarin, focaccione pasquali varie, oltre che tutti i cosidetti ‘lieviti’, vale a dire brioches croissants et similia). Sicchè non c’è alternativa, in sostanza. Io preferisco in ogni caso il bicarbonato al lievito in bustina perchè secondo me si avverte meno, o almeno io lo sento meno. E’ anche vero però che la lievitazione che si ottiene è mooolto minore, perchè credo sia necessaria la presenza di un ingrediente acido per ottenere una reazione ottimale. Se poi mi capita di usare le bustine, non uso mai una busta intera, come spesso è indicato sul retro. Perché si sente, come dici tu Luca…
    Consoliamoci comunque: i dolci senza lievito sono tutto sommato parecchi. Uno su tutti (ed è uno dei miei preferiti in assoluto): il crumble di mele. Uno di questi giorni posto la ricetta, anche perchè è un altro di quei dolci che non richiedono grandi quantitativi di burro o zucchero, ed è a base di frutta.
    E grazie della segnalazione sulle merendine barilla; ne approfitto allora per lanciare un invito a tutti i lettori del blog (yu-uuu! ci siete?): guardate con attenzione le etichette dei cibi che acquistate al supermercato e segnalate quelli che sembrano delle eclatanti ciofeche.

  3. Melandroweb ottobre 21, 2008 / 11:15 am

    Proverò a farla, anche se non impazzisco per il cocco, così almeno non la mangio :)

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