Rombo al finocchio

Ci sono alimenti che piacciono di più ed altri che piacciono di meno, ma c’è una categoria speciale di alimenti che colpisce le parti più primitive del nostro cervello mammifero ed una volta assaggiate lì lasciano l’impronta.

Cibi così o ti fanno innamorare o si fanno odiare, pensate ad esempio al tartufo oppure alla cassata siciliana o alla carne di agnello ai ferri. Oppure al peposo, vi ricordate il peposo? La ricetta di oggi, nella sua semplicità, è per me uno di questi misteri gastronomici.

Gli ingredienti:

  • 1 rombo di 2-3 kg (eviscerato)
  • 1 cucchiaio di semi di finocchio (eventualmente mescolato a semi cumino)
  • 1 cucchiaio di sale grosso
  • un mazzetto di rametti di finocchio (grazie a Dio facoltativo)
  • 2 limoni biologici affettati fini
  • olio extravergine di oliva

Scaldate il forno a 200° . Lavate il rombo (il mio era un rombo croato scuro come la notte) ed asciugatelo con carta da cucina. In un mortaio pestate i semi di finocchio ed il sale fino a ridurli in polvere e cospargete accuratamente il pesce da entrambi i lati e nella cavità interna. Io non avevo semi di finocchio, me la sono cavata con due bustine di tisana al finocchio e l’aggiunta di semi di cumino. Se non avete un mortaio arrangiatevi col coltello ed il tagliere.

La ricetta prevederebbe un mazzetto di rametti di finocchio per fare da letto al pesce. Dubito che ne abbiate, se avete del finocchio da insalata depredatelo delle foglioline anche se non è la stessa cosa, altrimenti fate senza del tutto che va bene lo stesso.

Adagiate il pesce – intero, mi raccomando! – su una teglia da forno, disponete le fettine di limone su tutta la superficie e date una bella spruzzata di olio di oliva. Ovviamente il limone deve essere biologico perché va messo con la buccia, ché anzi qui è più la scorza che la polpa a dover cedere aromi (per inciso, quello della foto è uno dei dei due della pianta del nostro giardino).

Cuocete per 30-40 minuti a seconda della dimensione del pesce e comunque togliete dal forno quando vi pare che la pelle sia ben cotta.

Io lo ho servito con contorno di zucchine tonde al curry e peperoni friggitelli spadellati, ma la scelta è del tutto arbitraria.

Come si mangia ‘sta roba? Beh, dal lato tecnico: servite in tavola caldo ed intero. Mettete da parte le fette di limone che hanno esaurito il loro ruolo, poi aiutandovi con un coltello non affilato sfilate le lische della pinna dorsale e della pinna ventrale (che sono i quattro lati del rombo della Geometria) e sfilettate i 4 pezzi di carne. Servite bagnando col sughetto. Dal lato gustativo: cercate di mangiare la pelle è la parte più gustosa, se proprio non vi piace recuperatene almeno la copertura aromatica, e poi succhiate le lische scartate con religiosa dovizia.

Non so, forse dovrei assaggiarlo un’altra volta per dire se si tratta di vero amore o di una infatuazione passeggera, fatto sta che da un paio di giorni le mie papille olfattive vengono di quando in quando sopraffate da un languido ricordo.

[La ricetta è originale di Jamie Oliver: Il mio giro d’Italia. Non cita la fonte della ricetta, forse è sua?]

Un tributo a Charles Harper ed alle illustrazioni di metà ‘900.

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8 thoughts on “Rombo al finocchio

  1. Lorenzo giugno 21, 2008 / 10:04 pm

    Questo è un articolo strano: sentimentale o culinario? Un bel quesito dalla difficile risposta. In effetti la ricetta in questione mi è parsa veramente molto buona e mi sono anche stupito perché molti pesci che vendono sono praticamente senza sapore oppure ne hanno ma hanno anche moltissime lische che impediscono che si senta.
    Sono inoltre indeciso: è la ricetta o è il pesce a donare questo aroma così… frizzante? Per convincermi mi dico entrambi.
    Inoltre questa ricetta associa la sua naturale bontà alla praticità delle poche lische. In effetti è uno di quei “piatti perfetti” a cui non si cambierebbe mai nulla.
    Semplice, senza tanti fronzoli… dovrebbero essere tutte così le ricette.
    Poi in ultimo mi complimento per l’immagine del limone ecc. e anche per quelle nell’articolo sull’angolo cottura.
    La prima per la semplicità, le ultime perché sono perfette… in particolare la prima.

  2. Sara giugno 22, 2008 / 12:24 pm

    Davvero squisito questo rombo! Peccato che nel mio caso l’occhio non ha abbia avuto la sua parte – ho visto il rombo intero solo in fotografia – e si sa quanto ciò sia importante in cucina. Inoltre, si può dire che per me ne era rimasto un pezzetto piccino? Beh, ho avuto modo di apprezzarlo comunque, e poi, aspetto il prossimo, di sicuro è una ricetta da ripetere. Grazie per aver cucinato questa ed altre delizie!

  3. donatella giugno 27, 2008 / 3:17 pm

    vorrei vedrere! siamo tutti bravi a fare cose buone quando abbiamo un fornello da nababbi!

  4. Luca luglio 8, 2008 / 8:28 pm

    Grazie Lorenzo per il tuo bellissimo commento! Grazie Sara per le tue generose parole! Mi piace cucinare per voi.

  5. balorsa luglio 8, 2008 / 9:16 pm

    E niente “grazie” alla Tella, Luca?

  6. Luca luglio 9, 2008 / 6:06 am

    Hai ragione… Grazie Tella, grazie! E grazie Balorsa, grazie!

  7. gunther dicembre 13, 2008 / 2:43 am

    mi sono permesso di lnkare la vostra ricetta al mio post sui finocchi spero non vi dispiaccia

  8. Luca dicembre 13, 2008 / 8:32 am

    Non ci dispiace Gunther, anzi. Grazie e complimenti per il tuo blog.

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