Secondo Antonella, una mia collega, è il dottor Voiello in persona che ha dato questa dritta in qualche trasmissione tv.

Il metodo si applica a qualsiasi tipo di pasta, lunga o corta, all’uovo e non.

Portate ad ebollizione l’acqua della pasta al solito modo (sì, un po’ di gas ci vuole), salate e versate la pasta; fate riprendere il bollore, rimettete il coperchio e a questo punto chiudete il gas e andate pure a far qualcos’altro. Spegnete! Resistete con forza alla tentazione di riaccendere il fuoco.

Girate il timer sul tempo di cottura indicato sulla confezione o al massimo 1-2 minuti in più (si tratta di fare un po’ di esperienza) e quando suona scolate. Et voilà! La pasta è perfettamente cotta, né cruda né scotta, non si è incollata, l’acqua non si è versata sui fornelli, si è perso meno amido e si è consumato meno gas.

Provare per credere.

Se invece la pasta vi piace con molto amido (e non vi dispiace consumare gas) cuocetela in padella con pochissima acqua, preferibilmente nel sugo che le avete preparato calcolando un tempo di cottura circa il doppio di quello indicato. Otterrete una pasta molto gustosa, consistente, ma scivolosa, ben amalgamata al condimento. Da fare quando si è in vena di perdere tempo.

Curiosando in Internet

A proposito di pasta, due pubblicità famose:

Voiello è stata fondata nel 1879 come piccola bottega artigiana a Torre Annunziata (Napoli), fino dal XVI secolo uno dei maggiori centri per la produzione di pasta. La pasta Voiello presenta i formati tipici della tradizione gastronomica napoletana, il cui segreto è nella ruvidezza conferita dalla trafilatura al bronzo. Voiello è entrata a far parte del gruppo Barilla nel 1973.