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	<title>La brigata di cucina</title>
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		<title>La brigata di cucina</title>
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		<title>Taste the west: Burgoo (stufato misto)</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 22:58:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gineve</dc:creator>
				<category><![CDATA[Area storico-geografica (titolo di raggruppamento)]]></category>
		<category><![CDATA[Carne]]></category>
		<category><![CDATA[Cottura in umido]]></category>
		<category><![CDATA[Cucina]]></category>
		<category><![CDATA[Fonte: Libro, rivista, Internet]]></category>

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		<description><![CDATA[il piatto con sezioni di gombo, fettina di cipolla, fettine di peperoni INGREDIENTI PER 4-5 PERSONE qualche osso da brodo mezzo chilo di carne di vitello mezzo chilo di carne di manzo mezzo chilo di carne di agnello mezzo pollo una cipolla due foglie di sedano due foglie di alloro acqua un cucchiaino di timo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=labrigatadicucina.wordpress.com&amp;blog=3807486&amp;post=816&amp;subd=labrigatadicucina&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p lang="it-IT">
<div class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignnone">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://labrigatadicucina.files.wordpress.com/2009/11/burgoo.jpg"><img class="size-large wp-image-817   " title="burgoo" src="http://labrigatadicucina.files.wordpress.com/2009/11/burgoo.jpg?w=573&#038;h=430" alt="" width="573" height="430" /></a>il piatto con sezioni di gombo, fettina di cipolla, fettine di peperoni</dt>
</dl>
</div>
<p lang="it-IT"><span style="color:#000000;"><span style="font-size:x-small;">INGREDIENTI PER 4-5 PERSONE</span></span></p>
<ul>
<li>
<p lang="it-IT"><span style="color:#000000;"><span style="font-size:small;">qualche 	osso da brodo</span></span></p>
</li>
<li>
<p lang="it-IT"><span style="color:#000000;"><span style="font-size:small;">mezzo 	chilo di carne di vitello</span></span></p>
</li>
<li>
<p lang="it-IT"><span style="color:#000000;"><span style="font-size:small;">mezzo 	chilo di carne di manzo</span></span></p>
</li>
<li>
<p lang="it-IT"><span style="color:#000000;"><span style="font-size:small;">mezzo 	chilo di carne di agnello</span></span></p>
</li>
<li>
<p lang="it-IT"><span style="color:#000000;"><span style="font-size:small;">mezzo 	pollo</span></span></p>
</li>
<li>
<p lang="it-IT"><span style="color:#000000;"><span style="font-size:small;">una 	cipolla</span></span></p>
</li>
<li>
<p lang="it-IT"><span style="color:#000000;"><span style="font-size:small;">due 	foglie di sedano </span></span></p>
</li>
<li>
<p lang="it-IT"><span style="color:#000000;"><span style="font-size:small;">due 	foglie di alloro</span></span></p>
</li>
<li>
<p lang="it-IT"><span style="color:#000000;"><span style="font-size:small;">acqua</span></span></p>
</li>
<li>
<p lang="it-IT"><span style="color:#000000;"><span style="font-size:small;">un 	cucchiaino di timo secco</span></span></p>
</li>
<li>
<p lang="it-IT"><span style="color:#000000;"><span style="font-size:small;">due 	tazze di cipolle tritate</span></span></p>
</li>
<li>
<p lang="it-IT"><span style="color:#000000;"><span style="font-size:small;">due 	tazze di patate tagliate a cubetti</span></span></p>
</li>
<li>
<p lang="it-IT"><span style="color:#000000;"><span style="font-size:small;">mezza 	tazza di sedano tritato</span></span></p>
</li>
<li>
<p lang="it-IT"><span style="color:#000000;"><span style="font-size:small;">una 	tazza di chicchi di mais</span></span></p>
</li>
<li>
<p lang="it-IT"><span style="color:#000000;"><span style="font-size:small;">una 	tazza di fagioli</span></span></p>
</li>
<li>
<p lang="it-IT"><span style="color:#000000;"><span style="font-size:small;">due 	carote spezzettate</span></span></p>
</li>
<li>
<p lang="it-IT"><span style="color:#000000;"><span style="font-size:small;">un 	peperone verde tritato</span></span></p>
</li>
<li>
<p lang="it-IT"><span style="color:#000000;"><span style="font-size:small;">un 	peperone rosso tritato</span></span></p>
</li>
<li>
<p lang="it-IT"><span style="color:#000000;"><span style="font-size:small;">0,75l 	di passata di pomodoro</span></span></p>
</li>
<li>
<p lang="it-IT"><span style="color:#000000;"><span style="font-size:small;">un 	peperoncino piccante</span></span></p>
</li>
<li>
<p lang="it-IT"><span style="color:#000000;"><span style="font-size:small;">200g 	di okra (gombo) tagliata a fettine</span></span></p>
</li>
<li>
<p lang="it-IT"><span style="color:#000000;"><span style="font-size:small;">sale</span></span></p>
</li>
<li>
<p lang="it-IT"><span style="color:#000000;"><span style="font-size:small;">pepe 	di Caienna macinato</span></span></p>
</li>
<li>
<p lang="it-IT"><span style="color:#000000;"><span style="font-size:small;">pepe 	nero macinato al momento</span></span></p>
</li>
<li>
<p lang="it-IT"><span style="color:#000000;"><span style="font-size:small;">salsa 	Worcester</span></span></p>
</li>
<li>
<p lang="it-IT"><span style="color:#000000;"><span style="font-size:small;">tabasco</span></span></p>
</li>
<li>
<p lang="it-IT"><span style="color:#000000;"><span style="font-size:small;">prezzemolo</span></span></p>
</li>
</ul>
<p>Pioviggina? Non sapete come ammazzare il tempo? Provate questa! Mettere tutta la carne e le ossa in una pentola con acqua, la cipolla, le due foglie di sedano, il timo e l&#8217;alloro e tenere a fuoco medio. Bollire per un&#8217;ora e mezza schiumando, se si vuole. Dopo questo tempo togliere il pollo, disossarlo, buttare anche la pelle e il grasso e tenere da parte la carne. Proseguire la cottura per tre o quattro ore finché tutta la carne si stacca dalle ossa. A questo punto togliere tutte le ossa, tagliare la carne a cubetti e rimetterla nella pentola, assieme al pollo, magari dopo aver filtrato il brodo, per sicurezza. Aggiungere tutte le verdure tranne l&#8217;okra e proseguire la cottura. Condire a piacere con quanto abbiamo messo in elenco e proseguire finché la zuppa raggiunge la giusta consistenza. L&#8217;okra va aggiunta circa 40 minuti prima del termine della cottura. Il piatto va servito con una spruzzatina di prezzemolo fresco.</p>
<p>L&#8217;autunno e l&#8217;inverno ci permettono di scegliere qualche ricetta un po&#8217; più complessa del solito e un po&#8217; più lunga nella preparazione. Ci si può chiedere se ha proprio senso partire da una preparazione che richiede otto ore, che creerà un sacco di vapore in casa, che può far indispettire qualche familiare. Giocano a favore di questa scelta alcuni fattori, che cercherò di chiarire. Non è un piatto estinto ma tuttora diffuso, pur essendo americano possiede delle parentele con altre ricette europee, ha profonde radici nella conquista del west. Partiamo dall&#8217;ultimo aspetto, quello mitologico. Cosa mangiavano i cowboy? Come preparavano il cibo nella prateria? Quali attrezzi utilizzavano? Come preparavano il pane, le focacce, i dolci? Come era organizzato il carro cucina e cosa conteneva la dispensa? Ma è proprio vero che abbondavano i fagioli? Tutte queste cose possono essere  scoperte, immaginate e sognate oppure sperimentate leggendo  un libro di ricette e aneddoti dalla vecchia frontiera americana. Stiamo utilizzando una ricetta per recensire un libro, insomma. Taste the west di Enzo Rossi e Stanislao Porzio Guido Tommasi Editore, Milano 2003.</p>
<p>Ma torniamo al Burgoo. Gli stufati misti  di carni e verdure erano molto diffusi. Spesso oltre alle carni viaggianti con i cowboy ovvero i manzi, si univano quelle della selvaggina: polli delle prateria, scoiattoli, conigli, capre selvatiche ecc.. La tradizione non è mai stata abbandonata. Le occasioni in cui oggi si preparano queste pietanze sono in genere delle adunanze pubbliche. L&#8217;esempio tipico, le assemblee elettorali. Spesso, per sottolineare che il cibo è più importante dei discorsi, i comizi stessi  prendono il nome di Burgoo. Le altre occasioni sono adunanze religiose, raccolte di fondi, celebrazioni di ogni genere. Quello che accomuna queste preparazioni sono il numero elevato di porzioni preparate, mai inferiore alle 50,  la presenza di cacciagione spesso sostituita da pollo di allevamento, il mais e una lenta cottura sul fuoco all&#8217;aperto. Gli stufati misti non sono solo di tradizione americana ma esistono in molte parti  del mondo. Ne sono esempi classici l&#8217;<em>Olla potrida</em> spagnola o il <em>Mulligan Stew</em> irlandese. Curiosamente, anche da noi, una terra dove il consumo di carne, almeno per le popolazioni meno abbienti era raro se non addirittura eccezionale esistono ricette che comprendono la cottura di carni miste. Nel testo Polenta e &#8230;&#8230;.. a cura di Pietro Adami, Matilde Bevilacqua Zambusi e Antonietta Boggi  Mariacher Biblos Edzioni, Cittadella 1997, troviamo un “Carne mista al vino bianco e pane di mais”: ci sono davvero molte analogie, e compresenze. Carne di coniglio, vitello, maiale e tacchino ma ritornano il peperone, il pomodoro, le spezie. Parrebbe tutto il mondo un paese se qui non rinvenissimo il burro e il vino.</p>
<br />Pubblicato in: Area storico-geografica (titolo di raggruppamento), Carne, Cottura in umido, Cucina, Fonte: Libro, rivista, Internet  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/labrigatadicucina.wordpress.com/816/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/labrigatadicucina.wordpress.com/816/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/labrigatadicucina.wordpress.com/816/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/labrigatadicucina.wordpress.com/816/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/labrigatadicucina.wordpress.com/816/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/labrigatadicucina.wordpress.com/816/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/labrigatadicucina.wordpress.com/816/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/labrigatadicucina.wordpress.com/816/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/labrigatadicucina.wordpress.com/816/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/labrigatadicucina.wordpress.com/816/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/labrigatadicucina.wordpress.com/816/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/labrigatadicucina.wordpress.com/816/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/labrigatadicucina.wordpress.com/816/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/labrigatadicucina.wordpress.com/816/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=labrigatadicucina.wordpress.com&amp;blog=3807486&amp;post=816&amp;subd=labrigatadicucina&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Rotolo di verdure</title>
		<link>http://labrigatadicucina.wordpress.com/2009/11/15/rotolo-di-verdure/</link>
		<comments>http://labrigatadicucina.wordpress.com/2009/11/15/rotolo-di-verdure/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 13:06:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Area: Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Fonte: Famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Pasta]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa ricetta mi è stata richiesta espressamente da mio cugino Claudio, estimatore e ghiotto consumatore della suddetta pietanza. Si tratta di un primo piatto che mia madre cucina nelle occasioni importanti o semplicemente quando si trova ad avere gli ingredienti adatti e un po&#8217; di energie. Forse la ricetta era in origine in uno dei [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=labrigatadicucina.wordpress.com&amp;blog=3807486&amp;post=810&amp;subd=labrigatadicucina&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa ricetta mi è stata richiesta espressamente da mio cugino Claudio, estimatore e ghiotto consumatore della suddetta pietanza. Si tratta di un primo piatto che mia madre cucina nelle occasioni importanti o semplicemente quando si trova ad avere gli ingredienti adatti e un po&#8217; di energie. Forse la ricetta era in origine in uno dei libri di cucina della Fabbri editore di mia zia Anna, in realtà da anni è un cavallo di battaglia di mia mamma e non sono sicura della fonte. Come al solito è quasi impossibile avere da mia madre una ricetta precisa: la richiesta le risulta incomprensibile, ti guarda come fossi un mentecatto privo dell&#8217;unico ingrediente davvero indispensabile per cucinare, ovvero l&#8217;occhio clinico del cuoco. A dire la verità non mi cimento mai con le ricette di mia madre, il confronto sarebbe schiacciante e le critiche fioccherebbero impietose, ma molte volte l&#8217;ho assistita e più o meno di nascosto le ho carpito la ricetta. Eccola qua.</p>
<p>Per la pasta:</p>
<ul>
<li>2 uova intere</li>
<li>circa 1 cucchiaio di olio d&#8217;oliva</li>
<li>poco sale</li>
<li>farina quanto basta (circa 250 grammi)</li>
<li>all&#8217;occorrenza aggiungere poca acqua</li>
</ul>
<p>Per il ripieno:</p>
<ul>
<li>1 kg di verdura bella fresca (coste, erbette da taglio, ecc)</li>
<li>cipolla</li>
<li>burro</li>
<li>1 uovo</li>
<li>2 hg di prosciutto cotto ovvero 7-8 belle fette intere (tagliate quindi non troppo sottili)</li>
<li>abbondante formaggio grana</li>
<li>formaggio fresco tipo latteria</li>
</ul>
<p>Indispensabile:</p>
<ul>
<li>un canovaccio resistente e ampio</li>
<li>ago, filo e spago per arrosti</li>
<li>una pentola bella grande per cuocere il tutto</li>
</ul>
<p>Veniamo alla preparazione. Importantissima è la qualità della <strong>verdura</strong>: deve essere freschissima e &#8211; nel caso si utilizzassero coste d&#8217;argento e non erbette &#8211; togliere la parte bianca. Va bene anche un misto, ma la verdura migliore in assoluto è quella dell&#8217;orto della Paressida, impareggiabile per qualità e sapore. Pulirla, lavarla e passarla per pochissimo tempo in acqua bollente, poi metterla in pentola con un trito di cipolla e continuare la cottura. Aggiustare di sale, aggiungere verso la fine burro, formaggio fresco e poco grana, aggiungervi un uovo (tuttavia anche senza uovo il rotolo riesce bene e risulta comunque sostanzioso).</p>
<p>La parte più delicata è a parer mio la preparazione della <strong>pasta</strong>, non tanto perché il procedimento sia complesso o diverso dal solito, ma piuttosto perché va stesa uniformemente con un matterello grande, in modo da formare un ampio cerchio che quasi non viene contenuto dal tavolo (il mio almeno che non è molto grande). Ricapitolando: formare la fontana di farina, aggiungere le uova intere (mia mamma prende in considerazione solo quelle della già citata signora Paressida), l&#8217;olio e un pizzico di sale. Impastare fino ad ottenere una pasta elastica e liscia. All&#8217;occorrenza lasciar riposare. Stenderla con il matterello in modo regolare e uniforme, ottenendo un cerchio piuttosto ampio. Girarlo spesso e partire dall&#8217;interno verso l&#8217;esterno per evitare di avere al centro una parte più spessa.</p>
<p>La pasta così ottenuta deve essere appoggiata sul canovaccio e su di essa <strong>stendere</strong>: una spolverata di grana grattugiato, le fette di prosciutto, la verdura non più calda, il formaggio fresco a listerelle e ancora grana. Arrotolare aiutandosi con il canovaccio e chiudere utilizzando chiara d&#8217;uovo o latte. Il canovaccio va cucito con ago e filo in modo che il rotolo non possa riaprirsi (utilizzare anche uno spago da un capo all&#8217;altro del rotolo) e il tutto va buttato in abbondante acqua bollente salata. Girare il rotolo in modo che la cottura sia uniforme. Il tempo di cottura è di circa 2o-25 minuti per lato.</p>
<p>Servire caldo, tagliato a fette e condito con burro fuso. Secondo mia mamma il burro deve avere un colore marroncino, ma fate voi anche in base al grado di tolleranza del vostro organismo.</p>
<p>Non si tratta certo di cucina rapida, però ne vale la pena. Buon appetito!</p>
<p>Per ora non ho una foto e non è una pietanza che ho in programma di preparare a breve, se lo farete prima di me, mi inviate un&#8217;immagine per il blog?</p>
<p>Ciao Claudio, fammi sapere se funziona, ma so che funzionerà&#8230;</p>
<br />Pubblicato in: Area: Europa, Fonte: Famiglia, Pasta  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/labrigatadicucina.wordpress.com/810/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/labrigatadicucina.wordpress.com/810/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/labrigatadicucina.wordpress.com/810/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/labrigatadicucina.wordpress.com/810/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/labrigatadicucina.wordpress.com/810/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/labrigatadicucina.wordpress.com/810/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/labrigatadicucina.wordpress.com/810/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/labrigatadicucina.wordpress.com/810/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/labrigatadicucina.wordpress.com/810/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/labrigatadicucina.wordpress.com/810/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/labrigatadicucina.wordpress.com/810/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/labrigatadicucina.wordpress.com/810/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/labrigatadicucina.wordpress.com/810/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/labrigatadicucina.wordpress.com/810/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=labrigatadicucina.wordpress.com&amp;blog=3807486&amp;post=810&amp;subd=labrigatadicucina&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Ein Prosit 2009</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 09:24:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi enogastronomici, mostre, manifestazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ristoranti, Trattorie, Osterie]]></category>
		<category><![CDATA[Siti Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Vino, Birra e altre bevande]]></category>
		<category><![CDATA[enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
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		<description><![CDATA[Dal 19 al 23 Novembre si svolgerà a Malborghetto e Tarvisio (Udine) la undicesima edizione di Ein Prosit, manifestazione sui vini da vitigno autoctono nazionali ed internazionali. Da programma, la manifestazione prevede queste sessioni: Mostre-assaggio, con esposizione di prodotti eno-gastronomici, nazionali ed internazionali Degustazioni guidate, approfondimenti alla ricerca delle emozioni che può regalare il vino [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=labrigatadicucina.wordpress.com&amp;blog=3807486&amp;post=799&amp;subd=labrigatadicucina&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.einprosit.org/2009/index.php"><img class="alignleft size-full wp-image-800" title="banner" src="http://labrigatadicucina.files.wordpress.com/2009/10/banner.png?w=500&#038;h=71" alt="banner" width="500" height="71" /></a></p>
<p>Dal 19 al 23 Novembre si svolgerà a Malborghetto e Tarvisio (Udine) la undicesima edizione di <a href="http://www.einprosit.org/2009/index.php"><strong>Ein Prosit</strong></a>, manifestazione sui vini da vitigno autoctono nazionali ed internazionali.</p>
<p>Da programma, la manifestazione prevede queste sessioni:</p>
<ul>
<li><strong>Mostre-assaggio</strong>, con esposizione di prodotti eno-gastronomici, nazionali ed internazionali</li>
<li><strong>Degustazioni guidate</strong>, approfondimenti alla ricerca delle emozioni che può regalare il vino</li>
<li><strong>Seminari e incontri</strong>, confronto con i protagonisti del mondo del vino su temi e idee d&#8217;attualità</li>
<li><strong>Laboratori dei sapori</strong>, abbinamenti tra le specialità gastronomiche ed i vini autoctoni della nostra penisola</li>
<li><strong>Itinerari del gusto</strong>, il meglio della cucina nazionale ed internazionale, abbinata ai grandi vini del Friuli Venezia Giulia</li>
<li><strong>Ristoranti della Valcanale</strong>, il meglio della cucina nazionale ed internazionale, abbinata ai grandi vini del Friuli Venezia Giulia</li>
</ul>
<p>Guardando l&#8217;interessante <a href="http://www.einprosit.org/2009/index.php?page=gallery">documentazione fotografica</a> delle precedenti edizioni, si capisce che, per chi vi partecipa, deve trattarsi di un soggiorno piacevolissimo. Qualcuno di voi è andato alle edizioni degli anni scorsi?</p>
<p>[Questo articolo in realtà è interessato, giustificato solo dal fatto che autore del layout del sito di Ein Prosit 2009 è il sottoscritto...]</p>
<br />Pubblicato in: Cucina, Eventi enogastronomici, mostre, manifestazioni, Ristoranti, Trattorie, Osterie, Siti Internet, Vino, Birra e altre bevande Tagged: enogastronomia, mostra, vino <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/labrigatadicucina.wordpress.com/799/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/labrigatadicucina.wordpress.com/799/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/labrigatadicucina.wordpress.com/799/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/labrigatadicucina.wordpress.com/799/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/labrigatadicucina.wordpress.com/799/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/labrigatadicucina.wordpress.com/799/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/labrigatadicucina.wordpress.com/799/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/labrigatadicucina.wordpress.com/799/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/labrigatadicucina.wordpress.com/799/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/labrigatadicucina.wordpress.com/799/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/labrigatadicucina.wordpress.com/799/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/labrigatadicucina.wordpress.com/799/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/labrigatadicucina.wordpress.com/799/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/labrigatadicucina.wordpress.com/799/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=labrigatadicucina.wordpress.com&amp;blog=3807486&amp;post=799&amp;subd=labrigatadicucina&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Fesenjān &#8211; Anatra in salsa di melagrana e noci</title>
		<link>http://labrigatadicucina.wordpress.com/2009/10/17/faisinjan-anatra-in-salsa-di-melagrana/</link>
		<comments>http://labrigatadicucina.wordpress.com/2009/10/17/faisinjan-anatra-in-salsa-di-melagrana/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 17 Oct 2009 10:02:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Area: Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Carne]]></category>
		<category><![CDATA[Cottura in umido]]></category>
		<category><![CDATA[Cucina]]></category>
		<category><![CDATA[Fonte: Libro, rivista, Internet]]></category>
		<category><![CDATA[anatra]]></category>
		<category><![CDATA[fesenjān]]></category>
		<category><![CDATA[melagrana]]></category>
		<category><![CDATA[noci]]></category>

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		<description><![CDATA[È sabato e, nonostante una leggera influenza, mi metto a cucinare l&#8217;anatra comprata ieri sotto il Salone. Questo piatto di origine persiana, Khoresht-e fesenjān (Persiano: خورشت فسنجان), o semplicemente fesenjān (Persiano: فسنجان) &#8211; ma in Internet e nella carta stampata si trovano tutte le varianti ortografiche possibili e immaginabili &#8211; viene anche preparato con fagiano, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=labrigatadicucina.wordpress.com&amp;blog=3807486&amp;post=753&amp;subd=labrigatadicucina&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È sabato e, nonostante una leggera influenza, mi metto a cucinare l&#8217;anatra comprata ieri sotto il Salone. Questo piatto di origine persiana, Khoresht-e fesenjān (Persiano: خورشت فسنجان), o semplicemente fesenjān (Persiano: فسنجان) &#8211; ma in Internet e nella carta stampata si trovano tutte le varianti ortografiche possibili e immaginabili &#8211; viene anche preparato con fagiano, pernice, pollo o pesce. Fatelo in autunno quando si trovano le melagrane e le noci fresche.</p>
<p><a href="http://labrigatadicucina.files.wordpress.com/2009/10/faisinjan.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-763" title="faisinjan" src="http://labrigatadicucina.files.wordpress.com/2009/10/faisinjan.jpg?w=510&#038;h=385" alt="faisinjan" width="510" height="385" /></a></p>
<p>Ingredienti:</p>
<div>
<ul>
<li>una giovane anatra tagliata  a pezzi</li>
<li>1 cipolla media (o 2-3 scalogni)</li>
<li>2-3 cucchiai di olio</li>
<li>g 250 di gherigli di noci (g 700 circa col guscio) tritate grossolanamente</li>
<li>1 cucchiaio di zucchero (o miele)</li>
<li>2 melagrane (il succo dei chicchi)</li>
<li>il succo di 2 limoni</li>
<li>ml 150 di acqua</li>
<li>sale e pepe</li>
</ul>
</div>
<p><em>Preparazione degli ingredienti.</em></p>
<p>Pulite accuratamente l&#8217;anatra, cercando di eliminare la maggior parte del grasso visibile. Preferibilmente lasciatela marinare per una notte in succo di limone a cui avrete aggiunto la cipolla tritata.</p>
<p>Tritate grossolanamente i gherigli di noce con il coltello o con il mixer. Per estrarre il succo dai chicchi di melagrana, passateli velocemente al mixer e poi filtrate.</p>
<p>Sgranate con pazienza le melagrane. <a href="http://video.google.it/videoplay?docid=6924388490133068520&amp;ei=bA_aSvumE52G2wKc3P33Bg&amp;q=quick+peel&amp;hl=it#">Ecco un video illuminante</a> su come si sgrana una melagrana senza affrescare la cucina di schizzi rossi e senza perderci mezza mattinata.</p>
<p><em>Cottura.</em></p>
<p>Fate rosolare rapidamente l&#8217;anatra nell&#8217;olio in una casseruola (o padella) pesante.<br />
Sgocciolate i pezzi mettendoli da parte e, nella stessa casseruola, fate rosolare la cipolla finché sarà bionda (se avevate fatto marinare l&#8217;anatra, potete recuperare la cipolla della marinatura). Unite i gherigli di noce pestati e lasciate su fuoco basso per 2-3 minuti mescolando.</p>
<p>Versate nella casseruola il succo di melagrana, il succo dei limoni, lo zucchero, l&#8217;acqua, sale e pepe. Fate prendere il bollore ed aggiungete l&#8217;anatra.<br />
Lasciate cuocere a fuoco basso per 1 ora-1 ora e 1/2 finché la carne è molto tenera.</p>
<p>Assaggiate e, come dice Claudia Roden (nel più volte citato &#8220;La cucina del Medio Oriente&#8221;), &#8220;regolate il delicato equilibrio tra l&#8217;agro e il dolce con succo di limone o zucchero&#8221;.</p>
<p>Può essere servito con riso Basmati.</p>
<p>La ricetta è saporita, ma l&#8217;anatra domestica è decisamente troppo grassa per questo tipo di preparazione, forse i germani, che facevano bella mostra di sé nel banco della macelleria, sarebbero stati più adatti. Ho accompagnato con una polentina molle che ci stava proprio bene!</p>
<p>Per Gineve: nella stessa macelleria ieri vendevano anche galline padovane &#8230;</p>
<div><a href="http://labrigatadicucina.files.wordpress.com/2009/10/faisinjan2.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-769" title="faisinjan" src="http://labrigatadicucina.files.wordpress.com/2009/10/faisinjan2.png?w=500&#038;h=245" alt="faisinjan" width="500" height="245" /></a></div>
<p>&#8230; e visto che la ricetta viene dall&#8217;Iran, da cui ci arriva una tradizione gastronomica splendida e raffinata, il pensiero va anche all&#8217;attualità. Se non avete ancora visto le foto di quel popolo verde, in festa per la speranza di un cambiamento ahimè poi ucciso nel sangue, <a href="http://www.boston.com/bigpicture/2009/06/irans_presidential_election.html">ecco il link.</a></p>
<br />Pubblicato in: Area: Medio Oriente, Carne, Cottura in umido, Cucina, Fonte: Libro, rivista, Internet Tagged: anatra, fesenjān, melagrana, noci <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/labrigatadicucina.wordpress.com/753/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/labrigatadicucina.wordpress.com/753/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/labrigatadicucina.wordpress.com/753/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/labrigatadicucina.wordpress.com/753/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/labrigatadicucina.wordpress.com/753/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/labrigatadicucina.wordpress.com/753/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/labrigatadicucina.wordpress.com/753/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/labrigatadicucina.wordpress.com/753/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/labrigatadicucina.wordpress.com/753/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/labrigatadicucina.wordpress.com/753/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/labrigatadicucina.wordpress.com/753/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/labrigatadicucina.wordpress.com/753/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/labrigatadicucina.wordpress.com/753/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/labrigatadicucina.wordpress.com/753/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=labrigatadicucina.wordpress.com&amp;blog=3807486&amp;post=753&amp;subd=labrigatadicucina&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">faisinjan</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Pollo alle olive e limoni</title>
		<link>http://labrigatadicucina.wordpress.com/2009/10/11/pollo-alle-olive-e-limoni/</link>
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		<pubDate>Sun, 11 Oct 2009 15:11:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Area: Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Carne]]></category>
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		<category><![CDATA[Fonte: Libro, rivista, Internet]]></category>
		<category><![CDATA[citrons confits]]></category>
		<category><![CDATA[Cucina]]></category>
		<category><![CDATA[espelette]]></category>
		<category><![CDATA[limoni]]></category>
		<category><![CDATA[olive]]></category>
		<category><![CDATA[pasir]]></category>
		<category><![CDATA[pollo]]></category>
		<category><![CDATA[raz el hanout]]></category>
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		<description><![CDATA[Dal nostro viaggio a Parigi &#8211; ahimè è già passato più di un mese &#8211; non abbiamo portato con noi solo il ricordo di una città meravigliosa e di tutti i colori, aromi e sapori di Rue Mouffetard, ma anche un libro introduttivo alla cucina del Medio Oriente: &#8220;Les basiques orientaux&#8221; di Marianne Magnier-Moreno, giornalista [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=labrigatadicucina.wordpress.com&amp;blog=3807486&amp;post=729&amp;subd=labrigatadicucina&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal nostro viaggio a Parigi &#8211; ahimè è già passato più di un mese &#8211; non abbiamo portato con noi solo il ricordo di una città meravigliosa e di tutti i colori, aromi e sapori di Rue Mouffetard, ma anche un libro introduttivo alla  cucina del Medio Oriente: <em>&#8220;Les basiques orientaux&#8221;</em> di Marianne Magnier-Moreno, giornalista già premiata per il suo lavoro sulla pasticceria.</p>
<p>Come si desume dal titolo, il libro è un&#8217;introduzione minima alla cucina dell&#8217;area, con un testo molto essenziale, ma didatticamente corredata di fotografie che illustrano ingredienti e tutte le fasi di preparazione delle vivande.</p>
<p>La prima ricetta che provo è questa del pollo alle olive e limoni che, con la sua insperata delizia, riesce a stupirmi quanto il famoso <a href="http://labrigatadicucina.wordpress.com/2008/06/21/rombo-al-finocchio/">rombo al finocchio</a> che mi spinse a scrivere in questo blog.</p>
<p>L&#8217;unica difficoltà per la sua preparazione è avere in casa tutti gli ingredienti necessari.</p>
<p><a href="http://labrigatadicucina.files.wordpress.com/2009/10/dscn4783b2.jpg"><img src="http://labrigatadicucina.files.wordpress.com/2009/10/dscn4783b2.jpg?w=510&#038;h=385" alt="DSCN4783b" title="DSCN4783b" width="510" height="385" class="aligncenter size-full wp-image-743" /></a></p>
<p>Ingredienti per 4 persone:</p>
<ul>
<li>4 cosce di pollo (o un pollo intero)</li>
<li>1 cipolla tritata finemente</li>
<li>3 spicchi d&#8217;aglio tritati fini</li>
<li>1 cucchiaino da caffè di sale</li>
<li>1 cucchiaino da caffè di pepe</li>
<li>g 40 di burro</li>
<li>2 cucchiai d&#8217;olio di oliva</li>
<li>1 cucchiaino da caffè di zenzero secco grattugiato</li>
<li>1 cucchiaino di <em>raz el hanout</em> (vedi sotto)</li>
<li>1/2 litro d&#8217;acqua</li>
<li>g 10 di coriandolo fresco</li>
<li>g 20 di prezzemolo</li>
<li>g 110 di olive verdi snocciolate</li>
<li>2 limoni sotto sale (o la scorza di un limone grattugiata)</li>
</ul>
<p><em>Raz el hanout</em> (in Arabo: <strong>رأس الحانوت</strong>‎) è il nome di una popolare miscela di spezie ed erbe molto usata in Medio Oriente. Come ci dice <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Ras_el_hanout">Wikipedia</a>, la composizione ovviamente varia, ma tipicamente prevede: cardamomo, chiodo di garofano, cannella, paprika, coriandolo, macis, noce moscata, pepe e curcuma.</p>
<p>Mi mancava il macis, pace. E alla paprika ho sostituito un meraviglioso peperoncino macinato dei Paesi Baschi (<em><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Espelette_pepper">Piment d&#8217;Espelette</a>).</em></p>
<p>Insaporite le cosce di pollo con la metà del sale e del pepe e mettetele da parte.</p>
<p>In un ampio tegame o in padella fate fondere il burro, con l&#8217;olio e, a fiamma vivace, dorate bene le cosce, prima dalla parte con la pelle.</p>
<p>Togliete il pollo dal tegame e, nello stesso fate soffriggere dolcemente la cipolla tritata. Poi aggiungete l&#8217;aglio, lo zenzero, il <em>raz el hanout </em>ed il resto di sale e di pepe.</p>
<p>Mescolate bene e versate l&#8217;acqua. Ora rimettete le cosce nel tegame e fate prendere il bollore. Coprite e lasciate cuocere per un&#8217;ora a fuoco medio.</p>
<p>Intanto, tritate il coriandolo ed il prezzemolo. Snocciolate le olive e tagliatele a pezzi grossolani.</p>
<p>Tagliate in quattro i limoni sotto sale, mettete da parte la polpa e tagliate a striscioline sottili la buccia. Io i miei <em>citrons confits</em> (per la ricetta vi rimando a <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2005/10/citrons-confits">Il cavoletto di Bruxelles</a>) li ho ancora in maturazione e non saranno pronti prima di un paio di settimane, così ho utilizzato la scorza di un limone (biologico ovviamente) a striscioline.</p>
<p>Aggiungete ora i limoni sotto sale, le olive e le erbe al pollo e lasciate cuocere coperto per 15 minuti.</p>
<p>Ora ritirate le cosce e lasciate asciugare la salsa a fuoco vivace. Intanto abbandonate la cucina e fatevi un giro per casa o in giardino per scoprire che avete diffuso per tutto il circondario un intenso delizioso profumo di brodo di pollo arricchito.</p>
<p>Servite nei piatti versando la salsa sopra ogni coscia. Si può accompagnare con riso basmati, cous-cous o, in modo meno ortodosso, con polenta.<br />
<img src="http://labrigatadicucina.files.wordpress.com/2009/10/pollo1.png?w=398&#038;h=223" alt="pollo della pace" title="pollo della pace" width="398" height="223" class="aligncenter size-full wp-image-751" /></p>
<p>Un ricordo di Parigi:</p>
<p><a href="http://labrigatadicucina.files.wordpress.com/2009/10/disegno.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-735" title="disegno" src="http://labrigatadicucina.files.wordpress.com/2009/10/disegno.jpg?w=510&#038;h=677" alt="disegno" width="510" height="677" /></a></p>
<br />Pubblicato in: Area: Medio Oriente, Carne, Cottura in umido, Fonte: Libro, rivista, Internet Tagged: citrons confits, Cucina, espelette, limoni, olive, pasir, pollo, raz el hanout, rue mouffetard <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/labrigatadicucina.wordpress.com/729/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/labrigatadicucina.wordpress.com/729/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/labrigatadicucina.wordpress.com/729/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/labrigatadicucina.wordpress.com/729/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/labrigatadicucina.wordpress.com/729/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/labrigatadicucina.wordpress.com/729/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/labrigatadicucina.wordpress.com/729/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/labrigatadicucina.wordpress.com/729/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/labrigatadicucina.wordpress.com/729/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/labrigatadicucina.wordpress.com/729/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/labrigatadicucina.wordpress.com/729/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/labrigatadicucina.wordpress.com/729/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/labrigatadicucina.wordpress.com/729/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/labrigatadicucina.wordpress.com/729/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=labrigatadicucina.wordpress.com&amp;blog=3807486&amp;post=729&amp;subd=labrigatadicucina&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">DSCN4783b</media:title>
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			<media:title type="html">pollo della pace</media:title>
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			<media:title type="html">disegno</media:title>
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		<title>Noci sciroppate alla stiriana</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Aug 2009 08:01:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gineve</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antipasti]]></category>
		<category><![CDATA[Area: Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Frutta]]></category>

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		<description><![CDATA[Ingredienti: 60 noci verdi 1,7Kg di zucchero 50 chiodi di garofano 2 stecche di cannella una buccia di limone o di arancia acqua Alla fine di Giugno, raccogliere e punzecchiare con una forchetta 60 noci. Lasciarle a bagno in acqua per 14 giorni cambiando l&#8217;acqua due o tre volte al giorno. Il 15° giorno cuocerle [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=labrigatadicucina.wordpress.com&amp;blog=3807486&amp;post=721&amp;subd=labrigatadicucina&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom:0;" align="center">
<p style="margin-bottom:0;" align="left">
<p style="margin-bottom:0;" align="left">
<div id="attachment_726" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-726" title="nocistirianeridotto" src="http://labrigatadicucina.files.wordpress.com/2009/08/nocistirianeridotto1.jpg?w=300&#038;h=225" alt="noce sciroppata a fettine con gherigli di noce, miele di castagno, pecorino di Moliterno" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">noce sciroppata a fettine con gherigli di noce, miele di castagno, pecorino di Moliterno</p></div>
<p style="margin-bottom:0;" align="left"><span style="font-family:Nimbus Roman No9 L,Times New Roman,serif;"><span style="font-size:small;">Ingredienti: </span></span></p>
<ul>
<li>
<p style="margin-bottom:0;" align="left"><span style="font-family:Nimbus Roman No9 L,Times New Roman,serif;"><span style="font-size:small;">60 	noci verdi </span></span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom:0;" align="left"><span style="font-family:Nimbus Roman No9 L,Times New Roman,serif;"><span style="font-size:small;">1,7Kg 	di zucchero</span></span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom:0;" align="left"><span style="font-family:Nimbus Roman No9 L,Times New Roman,serif;"><span style="font-size:small;">50 	chiodi di garofano</span></span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom:0;" align="left"><span style="font-family:Nimbus Roman No9 L,Times New Roman,serif;"><span style="font-size:small;">2 	stecche di cannella</span></span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom:0;" align="left"><span style="font-family:Nimbus Roman No9 L,Times New Roman,serif;"><span style="font-size:small;">una 	buccia di limone o di arancia</span></span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom:0;" align="left"><span style="font-family:Nimbus Roman No9 L,Times New Roman,serif;"><span style="font-size:small;">acqua</span></span></p>
</li>
</ul>
<p style="margin-bottom:0;" align="left">
<p style="margin-bottom:0;" align="left"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Nimbus Roman No9 L,Times New Roman,serif;">Alla fine di Giugno, raccogliere e punzecchiare con una forchetta 60 noci. Lasciarle a bagno in acqua per 14 giorni cambiando l&#8217;acqua due o tre volte al giorno. Il 15° giorno cuocerle per alcuni minuti in acqua bollente, risciacquarle con acqua fredda e poi cuocerle per 10 minuti in una soluzione di acqua e zucchero (2l di acqua e 200g di zucchero). Quindi versare la soluzione e lasciare raffreddare in acqua fredda. Infine preparare una soluzione zuccherina con 3 o 3,5l di acqua e 1,5Kg di zucchero, 50 chiodi di garofano, due stecche di cannella e una buccia di limone o di arancia e lasciarla cuocere. Intanto mettere le noci in una bacinella e, quando la soluzione è pronta, versarla bollente sulle noci e lasciare raffreddare tutta la notte. Il 16° giorno tirare fuori le noci, riportare ad ebollizione la soluzione, schiumarla, lasciarla raffreddare e infine versarla nuovamente sulle noci.  Ripetere questa operazione sia il 17° che il 18° giorno. Poi far scaldare nuovamente la soluzione, facendo cuocere anche le noci (a questo punto non dovrebbero più essere dure). In conclusione mettere le noci in vasi di vetro e riempire con la soluzione in cui sono state cotte, chiudere i vasi e conservare al fresco e al buio. La ricetta è stata tratta da  “</span><span style="font-family:Nimbus Roman No9 L,Times New Roman,serif;"><span lang="de-AT">Nüsse in Garten &amp; Küche” di Fritz Kummert, Leopold Stocker Verlag e tradotta con l&#8217;aiuto di Caneve Piero. Anche questa volta abbiamo scelto una ricetta per presentare anche un libro. Austriaco, come si sarà capito. Il testo mostra un&#8217;attenzione per questo frutto (note sulla coltivazione, cenni storici, specie, cultivar, ricette) da noi inesistente.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;" lang="de-AT" align="right">
<p style="margin-bottom:0;" lang="de-AT" align="left"><span style="font-family:Nimbus Roman No9 L,Times New Roman,serif;"><span style="font-size:small;">Come possono essere utilizzate le noci preparate in questo modo? Il testo soprannominato ci da consigli anche in questo senso: servire queste noci tagliate a fettine con un po&#8217; di sciroppo (assomiglia ad un nocino senza alcol), qualche gheriglio di noce, una fetta di formaggio stagionato (cacio, grana oppure Piave stravecchio ndr) e un po&#8217; di miele. Si tratta di un modo davvero originale di consumare le noci acerbe. E&#8217; un antipasto con molta probabilità eccessivamente calorico, si presta bene ad essere consumato in una fredda giornata d&#8217;inverno. </span></span></p>
<br />Pubblicato in: Antipasti, Area: Europa, Frutta  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/labrigatadicucina.wordpress.com/721/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/labrigatadicucina.wordpress.com/721/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/labrigatadicucina.wordpress.com/721/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/labrigatadicucina.wordpress.com/721/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/labrigatadicucina.wordpress.com/721/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/labrigatadicucina.wordpress.com/721/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/labrigatadicucina.wordpress.com/721/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/labrigatadicucina.wordpress.com/721/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/labrigatadicucina.wordpress.com/721/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/labrigatadicucina.wordpress.com/721/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/labrigatadicucina.wordpress.com/721/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/labrigatadicucina.wordpress.com/721/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/labrigatadicucina.wordpress.com/721/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/labrigatadicucina.wordpress.com/721/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=labrigatadicucina.wordpress.com&amp;blog=3807486&amp;post=721&amp;subd=labrigatadicucina&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">gineve</media:title>
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		<title>Le platicarpe</title>
		<link>http://labrigatadicucina.wordpress.com/2009/07/13/le-platicarpe/</link>
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		<pubDate>Mon, 13 Jul 2009 19:44:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Frutta]]></category>
		<category><![CDATA[pesche]]></category>
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		<description><![CDATA[Io sono un appassionato di frutta. Non ne mangio mai perché sono pigro, si deve lavare, sbucciare, si macchia la tovaglia. Anzi no, più che di frutta sono un appassionato di ricordi di frutta. Quella che mangiavamo da bambini, soprattutto d&#8217;estate, a metà pomeriggio, magari fresca di frigo e succosa, profumata. Lo sapete, non è [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=labrigatadicucina.wordpress.com&amp;blog=3807486&amp;post=710&amp;subd=labrigatadicucina&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io sono un appassionato di frutta. Non ne mangio mai perché sono pigro, si deve lavare, sbucciare, si macchia la tovaglia. Anzi no, più che di frutta sono un appassionato di ricordi di frutta. Quella che mangiavamo da bambini, soprattutto d&#8217;estate, a metà pomeriggio, magari fresca di frigo e succosa, profumata. Lo sapete, non è solo che invecchiando i ricordi di infanzia si arricchiscono di sensazioni che magari allora non c&#8217;erano proprio, lo sapete, la frutta di oggi non è la frutta di allora.</p>
<p><a href="http://labrigatadicucina.files.wordpress.com/2009/07/dscn3406.jpg" title="Non sarà un'immagine un po' forte?"><img class="aligncenter size-full wp-image-711" title="Non sarà un'immagine un po' forte?" src="http://labrigatadicucina.files.wordpress.com/2009/07/dscn3406.jpg?w=510&#038;h=384" alt="Non sarà un'immagine un po' forte?" width="510" height="384" /></a></p>
<p>Quand&#8217;ero piccolo andavamo in vacanza al Villaggio Marzotto di Jesolo. In un&#8217;area che le suore raccontavano era &#8220;infestata di tartarughe e di vipere fino a pochi anni fa&#8221;. Lì mio padre faceva il pediatra per tutti i bambini ospiti della colonia estiva e noi, la famiglia, eravamo ospitati al seguito. La sera si dormiva in stanzoni poveri coi letti di ferro verniciati di verde pastello. Nel piccolo bagno un piccolo cartello dietro la porta ammoniva &#8220;Ogni cosa al suo posto, ogni posto per sua cosa&#8221;. Le suore imperavano, però la domenica ci portavano una pallina di gelato alla nocciola a fine pranzo. In spiaggia il megafono ogni tanto chiamava mio papà: &#8220;Il dottor Drago è desiderato in infermeria!&#8221;, lo ripeteva più volte finché mio padre si infilava i pantaloni sopra al boxer di lana nera gocciolante che era il suo costume da bagno e correva.<br />
Di solito per punture di pesce ragno, nel piede di qualche sfortunato bambino. Piede gonfio, piede gigantemente gonfio, dolori fortissimi, raccontava mio padre (Wikipedia: &#8220;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Trachinidae">si dice che i pescatori che si pungevano in antichità venissero legati per evitare che si uccidessero buttandosi a mare</a>&#8220;). Io, noi di famiglia, mai stati punti dal pesce ragno (<em>Trachinus araneus</em>, la tracìna).</p>
<p>La sera si andava a letto prestissimo, l&#8217;altoparlante suonava il coprifuoco, alle 21.30 tutti in camera, alle 20 tutto spento. L&#8217;afa era opprimente e l&#8217;acqua del rubinetto era imbevibile non so se perché &#8220;scarsamente potabile&#8221; o perché era troppo calda. Allora la mamma dava ad ognuno di noi cinque fratelli una pesca bianca. Una meravigliosa, succulenta, gocciolante, dolce, profumata, ENORME pesca bianca. Mi tramortiva, il primo psicofarmaco della mia vita, se ci penso.</p>
<p>Il Villaggio Marzotto esiste ancora anche se è molto cambiato, scopro in Google, ha anche un sito <a href="http://www.villaggiomarzotto.it/">http://www.villaggiomarzotto.it/</a>. Beh, bene.</p>
<p>Poi è successo quello che tutti noi conosciamo bene. Sono arrivate le pesche gialle (dall&#8217;America, dicono) &#8220;Che bella questa pesca. È giallissima!&#8221;, poi pesche senza pelo, le nettarine, ma all&#8217;inizio si chiamavano pesche-noci &#8211; i fruttivendoli, che giurano sempre sugli incroci più abominevoli, giuravano che fossero un incrocio tra le pesche e le noci, ma in città le noci non le mai viste nessuno col mallo allora il nome non funzionava, &#8220;nettarine&#8221; hanno decretato, &#8220;nettarine, si venderanno meglio&#8221;. E poi le nettarine sono diventate perfettamente sferiche o addirittura un po&#8217; oblunghe, mai più come prima, monocromatiche e sovraccolorate, in pratica con la buccia completamente rossa. Le nettarine, e le pesche gialle in generale, si conservano molto più a lungo delle pesche bianche, così arrivano al supermercato ancora crude, dure come se fossero peri crudi. Dicono che la potatura delle piante sia molto più rapida, &#8220;non più basata sulla spuntatura, bensì sul diradamento dei rami misti, rendendo tale operazione più rapida e meno costosa rispetto agli impianti tradizionali&#8221;. La gente apprezza e se non apprezza si adegua a mangiare pesche insapori, senza succo, senza forma, aspre, dure, inodori. Quando marciscono non fanno la muffa, raggrinziscono in silenzio, si restringono diventando come gomma.</p>
<p>E allora da dove spuntano le platicarpe (&#8220;saturnine&#8221;, &#8220;tabacchiere&#8221;) che sto mangiando stasera? Perché delle pesche morbide, pelose, piatte, deformi, fragili e deteriorabili, bianche, dolci e profumate sul mercato padovano? La rivolta del consumatore?</p>
<p>Corre voce che siano frutto del diavolo: organismi geneticamente modificati. Qualcuno dice che si tratti di antiche varietà cinesi acclimatate sulle pendici dell&#8217;Etna. Propendo di più per questa seconda ipotesi.<br />
Chi mi sa dire qualcosa? Gineve, ne sai qualcosa?</p>
<br />Pubblicato in: Frutta Tagged: Frutta, pesche, platicarpe, saturnine, tabacchiere <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/labrigatadicucina.wordpress.com/710/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/labrigatadicucina.wordpress.com/710/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/labrigatadicucina.wordpress.com/710/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/labrigatadicucina.wordpress.com/710/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/labrigatadicucina.wordpress.com/710/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/labrigatadicucina.wordpress.com/710/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/labrigatadicucina.wordpress.com/710/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/labrigatadicucina.wordpress.com/710/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/labrigatadicucina.wordpress.com/710/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/labrigatadicucina.wordpress.com/710/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/labrigatadicucina.wordpress.com/710/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/labrigatadicucina.wordpress.com/710/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/labrigatadicucina.wordpress.com/710/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/labrigatadicucina.wordpress.com/710/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=labrigatadicucina.wordpress.com&amp;blog=3807486&amp;post=710&amp;subd=labrigatadicucina&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Luca</media:title>
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			<media:title type="html">Non sarà un'immagine un po' forte?</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Tajine di coniglio (tagine di coniglio)</title>
		<link>http://labrigatadicucina.wordpress.com/2009/06/18/tajine-di-coniglio/</link>
		<comments>http://labrigatadicucina.wordpress.com/2009/06/18/tajine-di-coniglio/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2009 16:56:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Area: Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Arrosti]]></category>
		<category><![CDATA[Carne]]></category>
		<category><![CDATA[Cottura al vapore]]></category>
		<category><![CDATA[Cucina]]></category>
		<category><![CDATA[Fonte: Libro, rivista, Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Piatti unici]]></category>
		<category><![CDATA[tagine]]></category>
		<category><![CDATA[tajine]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi sono perso tra le strade della periferia di Padova, fuori Porta Savonarola, andando in cerca del supermercato biologico  NaturaSì. Poco male perché trovo la vetrinetta di una botteguccia marocchina accatastata di roba varia a poco prezzo. Tra i molti oggetti in finto argento e vetro colorato, tra i profumi da signora ed il Corano [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=labrigatadicucina.wordpress.com&amp;blog=3807486&amp;post=660&amp;subd=labrigatadicucina&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sono perso tra le strade della periferia di Padova, fuori Porta Savonarola, andando in cerca del supermercato biologico  NaturaSì. Poco male perché trovo la vetrinetta di una botteguccia marocchina accatastata di roba varia a poco prezzo. Tra i molti oggetti in finto argento e vetro colorato, tra i profumi da signora ed il Corano mi colpiscono delle terracotte un po&#8217; grezze di forma schiettamente conica e con una larga impugnatura al vertice. Una di queste appoggia su un pilastro, pure di terracotta, decorata a motivi geometrici, ma non smaltata, alta 40-50cm.</p>
<p>Entro e chiedo all&#8217;uomo del negozio &#8211; un nordafricano di bassa statura sulla quarantina &#8211; di che si tratta.</p>
<p>Il <strong>tajine</strong> o <strong>tagine</strong> (si pronuncia <span title="Pronunciation in the International Phonetic Alphabet (IPA)">/tɑːˈʒiːn/</span>; Arabo: طاجين) è una preparazione culinaria del Nord Africa &#8211; Algeria, Marocco, Tunisia &#8211; così chiamata dalla tipica pentola in coccio in cui viene cotta.</p>
<p>Beh, l&#8217;ometto non si è espresso proprio in questi termini, però mi ha spiegato che i suoi tajine sono garantiti per andare direttamente sulla fiamma del fornello senza rompersi,  mi ha dato la ricetta base per il suo utilizzo e mi ha spiegato che la colonna di terracotta è il tradizionale braciere su cui si mette a cuocere il tajine. Ci ha tenuto a specificare che il &#8220;vero&#8221; tajine è quello del Marocco. 14 Euro soltanto, ma già non c&#8217;era bisogno di convincermi all&#8217;acquisto.</p>
<p>Assieme alla pignatta ho preso anche due eleganti ciotoline di maiolica popolare con coperchio, &#8220;scatole&#8221; nel gergo dei ceramisti (una è in foto), delle foglie di vite in salamoia (per i prossimi <a href="http://labrigatadicucina.wordpress.com/2008/10/12/involtini-di-foglie-di-vite/">involtini</a>, yum!), una busta di curcuma profumata e della <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Halva">halva</a> per Lorenzo (se non sapete cos&#8217;è, peggio per voi).</p>
<p><a href="http://labrigatadicucina.files.wordpress.com/2009/06/tagine.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-662" title="tagine" src="http://labrigatadicucina.files.wordpress.com/2009/06/tagine.jpg?w=510&#038;h=384" alt="tagine" width="510" height="384" /></a></p>
<p>La ricetta base è la seguente.</p>
<p>Scaldate sulla fiamma il tajine con un filo d&#8217;olio. Disponetevi la carne &#8211; di agnello, di pollo, altra a scelta &#8211; tagliata a pezzetti (eventualmente dopo opportuna marinatura in spezie, limone e sale) e rigiratela finché acquista un bel colore.</p>
<p><!-- Parentesi: io qui ho usato coniglio. Solo perché Sara è in vacanza al mare. Lei ci è cresciuta coi conigli e non li può mangiare, sarebbe come se a me dessero carne di gatto. --></p>
<p>Salate, pepate, abbassate la fiamma al minimo e coprite col coperchio conico. Dopo mezzora circa aprite (l&#8217;ampia impugnatura serve per non scottarsi) versate sulla carne 2-3 cipolle tritate e le spezie che ritenete opportune (pepe, curry, zenzero, curcuma, coriandolo, cardamomo, zafferano, peperoncino, menta, cannella, cumino, vedete un po&#8217; voi), erbe e sapori (prezzemolo, aglio) e ricoprite. Selezionate e dosate con la vostra intelligenza ed esperienza.</p>
<p>Dopo un&#8217;altra mezzora aggiungete verdure miste tagliate a tocchetti (peperoni, pomodori, melanzane, fave, olive, &#8230; chi più ne ha più ne metta).</p>
<p>Se mettete melanzane, è meglio prima farle spurgare una mezzora nel sale e poi, ben lavate e strizzate, friggerle dolcemente in modo che non abbiano a &#8220;sfantarsi&#8221; nella cottura umida.</p>
<p>In certe ricette agrodolci &#8211; successo garantito! &#8211; si usa la mela, oppure le prugne, le mandorle, l&#8217;uva sultanina. Anche il limone, fresco o in salamoia, è molto utilizzato (quest&#8217;ultimo non si trova neanche nella botteguccia marocchina, bisogna produrselo in casa, ma è molto semplice).</p>
<p>Lasciate cuocere ancora, coperto e a fuoco lento. In tutto 2 ore, 2 ore e mezza.</p>
<p>A fuoco lento, mi raccomando, sennò si attacca tutto!</p>
<p>Servite in tavola nella sua pentola e accompagnate con cous-cous o riso basmati o burghul (vedi:&#8230; vedi, vedi, vedi&#8230; e fate un po&#8217; di fatica anche voi, cercate in Google)  o semplicemente pane.</p>
<p>Il sapore è inconfondibile. Non solo per la presenza delle spezie, ma anche per la cottura lenta e prolungata nel coccio, una via di mezzo tra il lesso e lo stufato, che conserva tutto l&#8217;aroma degli ingredienti.</p>
<p>In Internet si trovano moltissime ricette cercando &#8220;tajine&#8221; oppure &#8220;tagine&#8221;.</p>
<p>La foto non rende giustizia. Questo è un tajine senza verdure (a parte cipolla e pomodoro e qualche straccio di sedano), ed uno dei meno riusciti. Per il primo tajine che ho fatto, un pollo biologico con le prugne, avevo seguito la ricetta di un ristorante newyorkese di classe, una ricetta molto fedele alla tradizione e molto buona, ma non riesco più a trovarla in Internet&#8230; Scusate.</p>
<p>Notiziole: La curcuma (in inglese <em>turmeric</em>, se per caso dovete cercare ricette in Google) o zafferano delle Indie è una pianta erbacea rizomatosa della famiglia dello zenzero; è l&#8217;ingrediente principale del curry, quello che gli dà il caratteristico colore giallo. Si trova nei bazaar arabi delle grandi città o nei negozi che vendono prodotti &#8220;equo-solidali&#8221;; quella delle drogherie non sa da nulla. S<span>econdo una recente ricerca condotta dagli studiosi della Duke University in North Carolina, mangiarne un paio di volte alla settimana aiuterebbe a prevenire l’Alzheimer.</span></p>
<p><span>Nella cucina salata internazionale, per me, ci sono due coloranti naturali meravigliosi: l&#8217;annatto, rossissimo, della cucina centroamericana, meraviglioso, di un rosso squisito, ma che purtroppo non riesco più a trovare in città e la curcuma, di un giallo scioccante (che tendo ad usare senza pudore).</span></p>
<p><span>Ancora un&#8217;aggiunta. Non so perché ho pubblicato questo articolo  &#8211; più di un anno dalla nascita di questo promemoria, labrigatadicucina, e dopo mesi di mio silenzio &#8211; mi rendo conto che è difficile che abbiate in casa tajine, agnello, curcuma, zenzero, coriandolo, cardamomo, cumino&#8230; Non a caso nell&#8217;articolo non ci sono ingredienti, dosi e tempi rigidamente esplicitati. Compratevi <a href="http://www.ibs.it/code/9788879288286/roden-claudia/cucina-del-medio">Claudia Roden, La cucina del Medio Oriente e del Nord Africa</a>, cominciate a praticarlo e tra qualche anno avrete anche voi gli ingredienti in casa. E&#8230; non è necessario essere musulmani, potete continuare ad essere voi stessi, atei, agnostici, buddisti e gustarvelo comunque. Garantito! Anche questa è cucina mediterranea, della migliore.<br />
</span></p>
<br />Pubblicato in: Area: Medio Oriente, Arrosti, Carne, Cottura al vapore, Cucina, Fonte: Libro, rivista, Internet, Piatti unici Tagged: tagine, tajine <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/labrigatadicucina.wordpress.com/660/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/labrigatadicucina.wordpress.com/660/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/labrigatadicucina.wordpress.com/660/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/labrigatadicucina.wordpress.com/660/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/labrigatadicucina.wordpress.com/660/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/labrigatadicucina.wordpress.com/660/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/labrigatadicucina.wordpress.com/660/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/labrigatadicucina.wordpress.com/660/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/labrigatadicucina.wordpress.com/660/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/labrigatadicucina.wordpress.com/660/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/labrigatadicucina.wordpress.com/660/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/labrigatadicucina.wordpress.com/660/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/labrigatadicucina.wordpress.com/660/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/labrigatadicucina.wordpress.com/660/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=labrigatadicucina.wordpress.com&amp;blog=3807486&amp;post=660&amp;subd=labrigatadicucina&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Luca</media:title>
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			<media:title type="html">tagine</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Arte culinaria (se si può dire tale&#8230;)</title>
		<link>http://labrigatadicucina.wordpress.com/2009/06/05/arte-culinaria-se-si-puo-dire-tale/</link>
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		<pubDate>Fri, 05 Jun 2009 16:36:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>balorsa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assurdità]]></category>

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		<description><![CDATA[Con l&#8217;arrivo dell&#8217;estate ormai ci si sente già in vacanza (almeno io) e quindi si ha più tempo da dedicare a piacevoli occupazioni e più libertà di soddisfare deliziosi interessi.Nella fatti specie io stesso, in questo periodo, spendo un po&#8217; del mio tempo libero destreggiandomi come posso con l&#8217;arte culinaria. rapida ed efficace Non pensiate [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=labrigatadicucina.wordpress.com&amp;blog=3807486&amp;post=651&amp;subd=labrigatadicucina&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom:0;">Con l&#8217;arrivo dell&#8217;estate ormai ci si sente già in vacanza (almeno io) e quindi si ha più tempo da dedicare a piacevoli occupazioni e più libertà di soddisfare deliziosi interessi.Nella fatti specie io stesso, in questo periodo, spendo un po&#8217; del mio tempo libero destreggiandomi come posso con l&#8217;arte culinaria.</p>
<dl class="wp-caption alignright">
<dt class="wp-caption-dt"><img class="size-medium wp-image-654" title="293_9343" src="http://labrigatadicucina.files.wordpress.com/2009/06/293_9343.jpg?w=300&#038;h=225" alt="rapido ed efficace" width="300" height="225" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">rapida ed efficace</dd>
</dl>
<p style="margin-bottom:0;">Non pensiate mica che me la cavi alle prese coi fornelli o piuttosto che mi diletti in sublimi manicaretti; tutt&#8217;altro, io mi diverto con poco: prendo qua e là qualche avanzo e cibo lasciato in disparte che trovo cercando nella dispensa e nel frigo e metto alla meglio insieme il tutto facendo del cibo decorazioni e opere d&#8217;arte (per modo di dire, eh!). Dopo la prima fetta di salame al centro del piatto tutto il resto diventa automatico (un pomodorino qua, una foglia di lattuga là) e presto si comincia anche a prenderci gusto e a divertirsi. Il bello di creare queste composizioni è che sono molto facili da realizzare (se ci riesco io che non sono laureato in cucina!): infatti finchè c&#8217;è la materia prima (tutti quegli avanzi come olive, salumi, sottoaceti&#8230; che sono accumulati nei vostri frigo) e un po&#8217; di fantasia per me diventa molto semplice e al contempo piacevole aiutare in cucina come posso. Così anch&#8217;io invito voi, gentili ascoltatori, a provare questa nuova esperienza culinaria in modo che, la prossima volta che avrete ospiti a cena, non vi ritroverete a tarda sera a dire: ”Oddio e adesso cosa posso cucinare di speciale?” ma andrete a colpo sicuro e riuscirete a sollevare “Ohhh&#8230;.” di ammirazione sbizzarrendovi con la vostra arte culinaria!</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<div id="attachment_656" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-656" title="giechi 134bjlihgku" src="http://labrigatadicucina.files.wordpress.com/2009/06/giechi-134bjlihgku1.jpg?w=300&#038;h=117" alt="fra i tanti manicaretti c'è anche la mia di &quot;torta&quot;" width="300" height="117" /><p class="wp-caption-text">fra i tanti manicaretti c&#39;è anche la mia di &quot;torta&quot;</p></div>
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;">*Divertitevi, ma poi pulite la cucina mi raccomando!*</p>
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;">
<div id="attachment_658" class="wp-caption alignnone" style="width: 1034px"><img class="size-large wp-image-658" title="giechi 273b" src="http://labrigatadicucina.files.wordpress.com/2009/06/giechi-273b1.jpg?w=1024&#038;h=393" alt="realizzata ad Asiago" width="1024" height="393" /><p class="wp-caption-text">realizzata ad Asiago</p></div>
<p style="margin-bottom:0;">
<br />Pubblicato in: Assurdità  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/labrigatadicucina.wordpress.com/651/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/labrigatadicucina.wordpress.com/651/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/labrigatadicucina.wordpress.com/651/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/labrigatadicucina.wordpress.com/651/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/labrigatadicucina.wordpress.com/651/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/labrigatadicucina.wordpress.com/651/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/labrigatadicucina.wordpress.com/651/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/labrigatadicucina.wordpress.com/651/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/labrigatadicucina.wordpress.com/651/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/labrigatadicucina.wordpress.com/651/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/labrigatadicucina.wordpress.com/651/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/labrigatadicucina.wordpress.com/651/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/labrigatadicucina.wordpress.com/651/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/labrigatadicucina.wordpress.com/651/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=labrigatadicucina.wordpress.com&amp;blog=3807486&amp;post=651&amp;subd=labrigatadicucina&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">balorsa</media:title>
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			<media:title type="html">293_9343</media:title>
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			<media:title type="html">giechi 134bjlihgku</media:title>
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			<media:title type="html">giechi 273b</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Polenta e scopetón</title>
		<link>http://labrigatadicucina.wordpress.com/2009/02/22/polenta-e-scopeton/</link>
		<comments>http://labrigatadicucina.wordpress.com/2009/02/22/polenta-e-scopeton/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 22 Feb 2009 13:49:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gineve</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arrosti]]></category>
		<category><![CDATA[Pesce]]></category>

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		<description><![CDATA[  Ingredienti per 4 persone   due scopetóni (o due aringhe) un po&#8217; d&#8217;olio di oliva pepe qualche goccia d&#8217;aceto rosso (non obbligatorio)   Pulire gli scopetóni togliendo squame, pinne e, se presente, la testa. Si tratta di un&#8217; operazione facile perché l&#8217;affumicamento e la salatura di questi pesci li rende compatti e sodi. Disporli [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=labrigatadicucina.wordpress.com&amp;blog=3807486&amp;post=635&amp;subd=labrigatadicucina&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> <img class="alignnone size-full wp-image-645" title="scopeton" src="http://labrigatadicucina.files.wordpress.com/2009/02/scopeton6.jpg?w=510&#038;h=382" alt="scopeton" width="510" height="382" /></p>
<p style="margin-bottom:0;">Ingredienti per 4 persone</p>
<p style="margin-bottom:0;"> </p>
<ul>
<li>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="color:#000000;"><span style="font-size:small;"><span lang="it-IT">due </span></span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-size:small;"><span lang="it-IT"><em>scopet</em></span></span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-family:DejaVu Sans, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><span lang="it-IT"><em>ó</em></span></span></span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-size:small;"><span lang="it-IT"><em>ni</em></span></span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-size:small;"><span lang="it-IT"> (o due aringhe)</span></span></span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom:0;" lang="it-IT"><span style="color:#000000;"><span style="font-size:small;">un po&#8217; d&#8217;olio di oliva</span></span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom:0;" lang="it-IT"><span style="color:#000000;"><span style="font-size:small;">pepe</span></span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom:0;" lang="it-IT"><span style="color:#000000;"><span style="font-size:small;">qualche goccia d&#8217;aceto rosso (non obbligatorio)</span></span></p>
</li>
</ul>
<p style="margin-bottom:0;"> </p>
<p style="margin-bottom:0;">Pulire gli <span style="color:#000000;"><span style="font-size:small;"><span lang="it-IT"><em>scopet</em></span></span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-family:DejaVu Sans, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><span lang="it-IT"><em>ó</em></span></span></span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-size:small;"><span lang="it-IT"><em>ni</em></span></span></span> togliendo squame, pinne e, se presente, la testa. Si tratta di un&#8217; operazione facile perché l&#8217;affumicamento e la salatura di questi pesci li rende compatti e sodi. Disporli nella carta velina con un po&#8217; d&#8217;olio. La carta velina può essere sostituita con semplice carta da forno oppure con un foglio di alluminio da cucina. Arrostire sulla piastra della stufa cinque minuti per lato, badando che la stufa non sia troppo calda. Lo sfrigolio dell&#8217;olio infatti, può generare schizzi che sulla piastra di ghisa producono puzza e fumo piuttosto irritanti. Si consiglia per praticità di condurre la cottura con la finestra aperta. Trattandosi di tempi rapidi ciò non comporta particolari sacrifici. I pesci devono essere mantenuti unti pennellandoli con l&#8217;olio. Alla fine il pesce va diliscato e la polpa sfilacciata, oppure spezzettata.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Lo <span style="color:#000000;"><span style="font-size:small;"><span lang="it-IT"><em>scopet</em></span></span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-family:DejaVu Sans, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><span lang="it-IT"><em>ó</em></span></span></span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-size:small;"><span lang="it-IT"><em>n</em></span></span></span> può essere consumato subito oppure tenuto immerso nell&#8217;olio ad ammorbidirsi, per uno o più giorni. Il migliore risultato lo si ottiene proprio lasciando la polpa riposare per qualche tempo nell&#8217;olio di cottura, magari aggiungendone anche un po&#8217; di nuovo. Qualcuno aggiunge poche gocce di aceto rosso, oppure qualche anello di cipolla o di scalogno freschi. Lo <span style="color:#000000;"><span style="font-size:small;"><span lang="it-IT"><em>scopet</em></span></span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-family:DejaVu Sans, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><span lang="it-IT"><em>ó</em></span></span></span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-size:small;"><span lang="it-IT"><em>n</em></span></span></span> va servito in questo modo: un paio di cucchiaiate di composto a testa, con polenta calda. Solitamente il pesce va servito con polenta bianca, ma in questo caso il tipo di polenta utilizzato è pressoché indifferente, quanto lo <span style="color:#000000;"><span style="font-size:small;"><span lang="it-IT"><em>scopet</em></span></span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-family:DejaVu Sans, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><span lang="it-IT"><em>ó</em></span></span></span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-size:small;"><span lang="it-IT"><em>n </em></span></span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-size:small;"><span lang="it-IT"><span style="font-style:normal;">è un pesce molto saporito. </span></span></span></span>E&#8217; consigliabile invece salarla pochissimo o per nulla considerato il sapore deciso di questa pietanza e l&#8217;elevato contenuto in sale che essa presenta già in partenza.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Essendo io praticamente astemio, riporto senza alcuna partecipazione emotiva i consigli degli esperti, che raccomandano, stranamente, l&#8217;accompagnamento con vini rossi piuttosto che bianchi e aspri, come ad esempio il raboso.</p>
<p style="margin-bottom:0;"> </p>
<p style="margin-bottom:0;">Io ho acquistato due<em> renghe </em><span style="font-style:normal;">(aringhe)</span>, sigillate in busta di plastica. Ho prelevato nella cavità addominale di entrambe le uova e le ho cotte a parte in una vaschetta di alluminio, mentre i pesci li ho soffritti in una teglia ottenuta mediante piegatura di un foglietto di carta da forno. Ho tenuto il fuoco basso, praticamente un solo letto di braci, per paura di bruciare la teglia di carta. Ho buttato la pelle e la lisca ma mi sono ritrovato la polpa piena di spine a y, innocue perché sottilissime ma fastidiose al tatto e alla vista che ho tolto poi a mano. Ho fatto riposare il tutto due giorni in frigorifero, protetto da un film di nylon. Poi le ho mangiate con una polenta di farina di mais “Marano”.</p>
<p style="margin-bottom:0;"> </p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="color:#000000;"><span style="font-size:small;"><span lang="it-IT"><em>Scopet</em></span></span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-family:DejaVu Sans, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><span lang="it-IT"><em>ó</em></span></span></span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-size:small;"><span lang="it-IT"><em>n</em></span></span></span> o <em>rénga</em>?</p>
<p style="margin-bottom:0;">Il legame di questo cibo con la nostra storia, soprattutto della gente povera è molto profondo. Chi di noi non ha sentito narrare (per la verità non ho trovato nessuno che abbia vissuto di persona questa situazione)di periodi bui, durante i quali il pranzo consisteva in uno <span style="color:#000000;"><span style="font-size:small;"><span lang="it-IT"><em>scopet</em></span></span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-family:DejaVu Sans, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><span lang="it-IT"><em>ó</em></span></span></span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-size:small;"><span lang="it-IT"><em>n</em></span></span></span> appeso con un filo ad una trave del soffitto, con il quale le persone insaporivano la polenta toccando il pesce penzolante. Talvolta veniva addirittura riposto e riciclato per un pasto successivo. Prima dei veicoli a motore nell&#8217;entroterra, non poteva arrivare alcun pesce fresco, fatta eccezione per i granchi, che viaggiavano vivi anche per centinaia di chilometri. Gli unici pesci marini ad arrivare un po&#8217; ovunque, persino nelle zone montane erano lo stoccafisso, le sardine sotto sale, gli “<span style="color:#000000;"><span style="font-size:small;"><span lang="it-IT"><em>scopet</em></span></span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-family:DejaVu Sans, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><span lang="it-IT"><em>ó</em></span></span></span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-size:small;"><span lang="it-IT"><em>ni </em></span></span></span>” e le “<em>rénghe</em>”. Tutti sanno distinguere le prime due specie: il <em>bacalà</em> e le “<em>sardèle</em>”. Pochi invece ormai, sanno distinguere le altre due. Lo <span style="color:#000000;"><span style="font-size:small;"><span lang="it-IT"><em>scopet</em></span></span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-family:DejaVu Sans, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><span lang="it-IT"><em>ó</em></span></span></span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-size:small;"><span lang="it-IT"><em>n </em></span></span></span>, o <span style="color:#000000;"><span style="font-size:small;"><span lang="it-IT"><em>sardel</em></span></span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-family:DejaVu Sans, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><span lang="it-IT"><em>ó</em></span></span></span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-size:small;"><span lang="it-IT"><em>n</em></span></span></span>, infatti, a prima vista, sembrerebbe indistinguibile dall&#8217;aringa, pur essendo, comunque, più piccolo di questa. Lo <span style="color:#000000;"><span style="font-size:small;"><span lang="it-IT"><em>scopet</em></span></span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-family:DejaVu Sans, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><span lang="it-IT"><em>ó</em></span></span></span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-size:small;"><span lang="it-IT"><em>n (Sardina pilchardus), </em></span></span></span>appartiene al genere delle sardine<em>, mentre l&#8217;</em>aringa (Clupea harengus) appartiene al genere Clupea. E&#8217; molto probabile che anche in passato, l&#8217;uno sia stato confuso con l&#8217;altra e viceversa o addirittura che l&#8217;uno sia stato considerato il marito dell&#8217;altra. Non sono mancati, comunque, esperti in arte culinaria che hanno operato distinzioni molto sottili. Sono state riconosciute ad esempio la <em>rénga da late</em>, creduta più tenera, da quella <em>da ovi</em>. Il latte ovviamente non centra nulla: si tratta della sacche spermatiche e di quelle ovariche che distinguono il maschio dalla femmina. Nei pesci d&#8217;acqua dolce queste parti anatomiche non di rado sono state consumate fritte. Esse sono rinvenibili anche in pesci conservati affumicati, sotto sale o in scatola.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Io qui accenno alle sole uova: le uova, se molto indietro nello sviluppo, hanno una consistenza burrosa e un sapore delicato, che non tradisce comunque la sua origine “marina”. Più tardi, invece, alla masticazione diventano scoppiettanti alla stessa stregua del caviale. Il loro consumo, può generare qualche perplessità: si pensi in ogni caso che non solo il prezioso caviale, ma anche altri cibi ne sono imparentati come i succedanei più comuni di questo: le uova di palombo e quelle di trota, nonché la bottarga. Ad essere onesti le uova di scopeton e di aringa sono meno gradevoli di quelle nominate sopra ma sono pronto a scommettere che sono ugualmente nutrientissime.</p>
<p style="margin-bottom:0;"> <img class="alignnone size-full wp-image-647" title="sardelle" src="http://labrigatadicucina.files.wordpress.com/2009/02/sardelle1.jpg?w=510&#038;h=56" alt="sardelle" width="510" height="56" /></p>
<p style="margin-bottom:0;">I libri di cucina non abbondano di ricette per la preparazione di questi pesci, nemmeno i testi rivieraschi che contengono centinaia di preparazioni per pesce fresco, molluschi e crostacei di tutti i generi. Si trova tuttalpiù una ricetta o due per testo. Talvolta la <em>rénga</em> viene tenuta a bagno in acqua o latte per dissalarla e ammorbidirla. La cottura può avvenire al cartoccio, sulla cenere, e il cartoccio diventare di foglie di verza. Altre volte, come in una bellissima ricetta di <em>Alessandro Molinari Pradelli (in “La cucina Veneta” Ed. Newton e Compton), </em><span style="font-style:normal;">“</span><span style="color:#000000;"><span style="font-size:small;"><span lang="it-IT"><em>scopet</em></span></span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-family:DejaVu Sans, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><span lang="it-IT"><em>ó</em></span></span></span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-size:small;"><span lang="it-IT"><em>ni</em></span></span></span><em> all&#8217;ebraica</em><span style="font-style:normal;">” viene diluita mescolandola a mele tritate, cipolle, limone, uova sode, aceto di vino e olio. Infine, molto simpaticamente, </span><em>Mariù Salvadori de Zuliani (in “A tola co i nostri veci” Ed.Franco Angeli)</em><span style="font-style:normal;">, ricorda come i </span><em>foresti</em><span style="font-style:normal;"> accusino i veneziani di imbrogliare Dio, con questi piatti quaresimali, facendo “penitenza senza sofferenza”. </span></p>
<br />Pubblicato in: Arrosti, Pesce  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/labrigatadicucina.wordpress.com/635/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/labrigatadicucina.wordpress.com/635/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/labrigatadicucina.wordpress.com/635/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/labrigatadicucina.wordpress.com/635/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/labrigatadicucina.wordpress.com/635/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/labrigatadicucina.wordpress.com/635/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/labrigatadicucina.wordpress.com/635/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/labrigatadicucina.wordpress.com/635/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/labrigatadicucina.wordpress.com/635/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/labrigatadicucina.wordpress.com/635/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/labrigatadicucina.wordpress.com/635/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/labrigatadicucina.wordpress.com/635/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/labrigatadicucina.wordpress.com/635/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/labrigatadicucina.wordpress.com/635/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=labrigatadicucina.wordpress.com&amp;blog=3807486&amp;post=635&amp;subd=labrigatadicucina&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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